Due esplosioni a Gerusalemme. Morto un 16enne

31 i feriti. Una delle deflagrazioni vicino a una fermata di autobus, molto affollata. Sale il livello di allerta. Il ministro degli Esteri Tajani: «L’Italia condanna i vili attacchi»

Due attentati quasi simultanei hanno colpito questa mattina, 23 novembre, Gerusalemme. Il bilancio: un morto – uno studente di 16 anni di un collegio rabbinico, di origine canadese, deceduto in ospedale per le ferite riportate – e 31 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Le due esplosioni , ha riferito la polizia israeliana, si sono verificate all’ingresso della città: la prima nella porta occidentale, nei pressi di una fermata di autobus in quel momento molto affollata; la seconda a uno degli ingressi settentrionali, in prossimità del rione Ramot. Secondo le prime informazioni questa deflagrazione, avvenuta in un’ora di punta durante la quale il traffico stradale era intenso, non ha provocato vittime. Nella prima invece è morto il ragazzo che i media locali identificano come Aryeh Shtsupack, anche se l’ambasciata canadese a Tel Aviv non avrebbe ancora confermato. In ogni caso, ha reso noto la radio militare, in città è stato elevato lo stato di allerta, nel timore che ci siano altri ordigni in procinto di esplodere.

Ha parlato di «operazioni eroiche» Daoud Shehab, un dirigente della Jihad islamica citato dalla radio pubblica israeliana Kan: i due attacchi, ha detto, sono stati lanciati per ricordare agli israeliani che i luoghi santi islamici rappresentano «una linea rossa» che non deve essere oltrepassata. Nel mirino di Shehab, in particolare, due dirigenti dell’estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, accusati di aver «fatto irruzione» nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme.

Dall’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani esprime, via Twitter, la «ferma condanna» dei «vili attacchi terroristici a Gerusalemme». Nelle parole del titolare della Farnesina, «la violenza contro i civili è un atto criminale. Esprimo solidarietà al governo dello Stato d’Israele e alle famiglie delle vittime», aggiunge.

23 novembre 2022