Emergenza abitativa: il Campidoglio tratta l’acquisto per 2mila case popolari
A candidare gli alloggi, enti previdenziali e grandi proprietari, che hanno risposto ai due bandi di Roma Capitale. L’assessore Zevi: «La graduatoria ha raggiunto quasi 20mila nuclei in città»
Almeno 500 immobili nel municipio IV, ma tanti altri anche dal II al XV, e nel III, VII e X. Il Campidoglio tratta l’acquisto per 2mila case popolari. Sono stati presentati ieri, 10 giugno, in conferenza stampa i risultati dei due bandi realizzati dal Dipartimento Patrimonio e politiche abitative di Roma Capitale. Le offerte relative al bando Erp 2023 sono state in tutto 1.300 unità abitative, di cui 800 libere o in costruzione, parzialmente acquistabili, 400 in fitto passivo e 100 alloggi presenti nel piano sgomberi della Prefettura di Roma. Il bando Erp del 2025, invece, ha “prodotto” 1.342 case, di cui 1.061 libere e 281 in fitto passivo. Di queste, 1.040 sono state offerte da Enasarco. Vanno aggiunte poi le 450 case dell’Inps e quelle in via di realizzazione a Porto Fluviale e a Cardinal Capranica. Il totale degli alloggi è, appunto, di oltre 2mila.
«La graduatoria per un alloggio di edilizia residenziale pubblica ha raggiunto quasi 20mila nuclei nella nostra città – ha dichiarato Andrea Tobia Zevi, assessore capitolino al Patrimonio e alle politiche abitative -. Da tre anni a questa parte tale elenco ha continuato a crescere, con circa 5mila nuclei che si possono definire in emergenza abitativa grave. A queste famiglie si aggiungono i senza fissa dimora e gli sfrattati, che pure ammontano a diverse migliaia nella Capitale». Parla di situazione «drammatica», l’assessore, rivendicando, due anni fa, l’approvazione del Piano strategico per il diritto all’abitare, «pensato per le fasce più deboli della popolazione. Un mosaico di azioni che stanno procedendo bene – sono ancora le parole di Zevi -, tra cui l’acquisto di nuove case è un tassello fondamentale. Oggi sappiamo che gli obiettivi che ci eravamo dati, 1.500 o 2mila case popolari in più, purtroppo ancora più attuali, sono raggiungibili: occorre molto lavoro per snellire e accelerare le procedure e trovare le risorse aggiuntive. Ma la nostra volontà è molto forte, perché una città come Roma non può arrendersi alla povertà abitativa e deve anzi vincere la sfida del diritto all’abitare».
Anche per Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio e politiche abitative, si tratta di «un passo concreto per dare risposta all’emergenza abitativa che riguarda le fasce più fragili della nostra graduatoria. Sono soluzioni reali: alloggi pronti, in buono stato di manutenzione». Questi appartamenti poi si trovano all’interno di condomini “misti”, perché «crediamo fortemente nel valore della mixité, ovvero nella convivenza tra persone con storie, condizioni sociali e percorsi di vita diversi. Un principio fondamentale per costruire comunità più coese, solidali e inclusive».
11 giugno 2025

