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Esorcismo, il cardinale Amato: «Il tentatore è un perdente nato»

XII edizione del corso organizzato da Sacerdos, Gris e Aie. Fatima, «contrappunto alla satanica devianza di menti e corpi nel secolo scorso»

di Redazione online pubblicato il 9 Maggio 2017
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Al Regina Apostolorum la XII edizione del corso organizzato da Sacerdos, Gris e Aie. Fatima, «contrappunto alla satanica devianza di menti e corpi avvenuta nel secolo scorso»

«Non è facile parlare del diavolo, ci vuole coraggio. È molto più semplice parlare del bene. Eppure viviamo in un’epoca tentata più delle precedenti dal maligno. Assistiamo a una negazione culturale del diavolo, ma un’accoglienza diffusa delle imprese sataniche. Quando l’uomo rifiuta il Vangelo, accoglie il male». Lo ha detto ieri, lunedì 8 maggio, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, aprendo il XII corso su “Esorcismo e preghiera di liberazione”, all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Un’iniziativa di Istituto Sacerdos e Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa  di Bologna), in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie), alla quale hanno preso parte circa 240 sacerdoti e laici da oltre 40 Paesi. Per padre José Enrique Oyarzún, vice rettore accademico dell’Ateneo, «le pratiche di adorazione di Satana sono sempre più pubblicizzate da media e social network coinvolgendo persone di ogni età, in particolare giovani. Il diavolo – ha consluso – esiste, anche se non sono in tanti ad ammetterlo».

Una prova, ha asserito il cardinale Amato, sta proprio nelle persecuzioni anticristiane: «La persecuzione contro la Chiesa non è altro che una manifestazione del maligno», ha spiegato. Per il prefetto però, che ha citato a più riprese Giovanni Paolo II, «il tentatore è un perdente nato, è destinato alla sconfitta». Quindi, a pochi giorni dalla partenza di Francesco per Fatima in occasione del centenario delle apparizioni mariane, ha parlato proprio di Fatima come «contrappunto alla satanica devianza delle menti e dei corpi avvenuta nel secolo scorso». Nessun “quarto segreto” nascosto, ha assicurato: «Tutto è stato reso pubblico». Quanto alla terza veggente, oltre ai fratellini Francesco e Giacinta Marto che saranno canonizzati proprio da Papa Francesco, il porporato ha chiarito che «suor Lucia attende che si compia il processo della sua causa di beatificazione». Inevitabile il ricordo di Giovanni Paolo II, che proprio il 13 maggio del 1981 fu vittima di un attentato. Amato ha rivelato che Wojtyla «fu sconvolto dall’evento Fatima» mentre «il killer professionista non si è mai pentito del suo atto scellerato». Per il Papa polacco fu «quasi una seconda nascita: per lui ebbe inizio il tempo di Maria e tutto il ministero petrino fu reimpostato alla luce del Totus tuus». Si trattò, dunque, di «una svolta esistenziale e apostolica».

Anche per monsignor Erio Castellucci, vescovo di Modena e Nonantola, «non ha senso mettere in discussione l’esistenza e l’opera del demonio. L’intreccio tra le forme straordinarie di possessione e le patologie psichiche avviene – ha spiegato – perché i confini non sono sempre netti». Fondamentale, dunque, la figura dell’esorcista. Per il presule, «è importante che nelle chiese locali sia offerto un servizio specifico, con la nomina di uno o più esorcisti. Se in una diocesi non vi è la possibilità di trovare un esorcista, infatti, non si applica completamente la missione affidata da Gesù agli apostoli». L’opera del demonio però, ha assicurato, «è devastante, ma non onnipotente: il diavolo è un leone al guinzaglio». La teologia, d’altra parte, «non riesce a farsi un’idea completa del fenomeno perché nelle azioni straordinarie del demonio c’è sempre qualche elemento che sfugge alla logica. Non sempre è preda del diavolo chi compie il male, talvolta può accadere anche a persone sante e persino a neonati». Proprio per questo, «una Chiesa che si fa ospedale da campo – ha concluso – deve offrire anche sacerdoti esorcisti». Preparandoli in modo approfondito, ha evidenziato il segretario nazionale Gris Giuseppe Ferrari, «per evitare derive intellettuali e pratiche non consentite dalle norme della Chiesa».

9 maggio 2017

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