Fai: «Scoprire i “gioielli” nascosti»

Appuntamento raddoppiato, il 17–18 e il 24–25 ottobre, tra dimore storiche, castelli, chiese e giardini, come l’orto dell’abbazia di San Paolo, La Nuvola, il Semenzaio, il Borgo di Fumone

Il Borgo di Fumone, il cui nome evoca le fumate che si elevavano in cielo dalla torre di avvistamento a segnalare imminenti pericoli, e che fu rifugio – così si racconta – di Tarquinio il Superbo dopo la cacciata da Roma: nel suo inespugnabile castello fu richiuso e poi morì papa Celestino V. Palazzo Chigi, ad Ariccia, con il suo “Cucinone”, la cucina originale e ancora funzionante risalente ai lavori della metà del Seicento: con le sue volte a crociera, gli arredi, rami e posate in stagno ed una cucina in ghisa dei primi del Novecento, rappresenta uno degli ambienti più curiosi del Palazzo ristrutturato dal Bernini insieme all’allievo Carlo Fontana. Sono solo alcuni dei gioielli architettonici e artistici del Lazio che sarà possibile visitare nelle storiche Giornate Fai d’Autunno che, per la prima volta in 36 edizioni, raddoppiano l’appuntamento. Due i week-end in programma, il 17-18 ottobre e ancora il 24-25 ottobre, per andare alla scoperta di dimore storiche, castelli, chiese, conventi, borghi, collezioni private e giardini solitamente riservati agli addetti ai lavori e ora svelati grazie ai volontari del Fai, il Fondo ambiente italiano. Un’edizione speciale, a sostegno della campagna “Ricordiamoci di salvare l’Italia” (sms solidale al numero 45582), e che è dedicata al tema della salute e al ricordo della fondatrice del Fai Giulia Maria Crespi, scomparsa a luglio.

«Dobbiamo comportarci riguardo all’ambiente, al paesaggio e al patrimonio storico e artistico come quando ci impegniamo di persona nel contrastare il virus per salvare la salute della comunità: non già delegando pigramente tutto allo Stato ma recando armonicamente un sussidio partecipato alle istituzioni della nazione, aggiungendo così alla forza delle leggi l’energia dei buoni costumi civici, in mancanza della quale le leggi si rivelano inefficaci». Così Andrea Carandini, presidente del Fondo, che mette l’accento sulla responsabilità di ciascuno nei confronti dell’ambiente, inteso come un tutt’uno con la cultura, la storia e il benessere di un popolo. I visitatori potranno sostenere il Fai con una donazione libera – del valore minimo di 3 euro – e potranno anche iscriversi online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. La donazione via web consente anche di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti (alcuni dei quali riservati solo ai tesserati) dal momento
che, per rispettare la normativa anti-Covid, i posti saranno limitati.

A Roma, tra i vari siti che saranno visitabili, c’è il complesso conventuale di San Pietro in Montorio, che racchiude il famoso Tempietto del Bramante e che ospita dal 1873 l’Accademia di Spagna: è in questo luogo, secondo la tradizione, che avvenne il martirio di san Pietro. La visita all’orto monastico dell’antica Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura prevede invece un percorso nell’orto dei semplici (“hortus simplicium”) ove vengono coltivate le piante officinali impiegate nei rimedi fitoterapici disponibili presso la Spezieria monastica, aperta per l’occasione. E poi il Palazzo della Civiltà Italiana, noto con il nome di “Colosseo Quadrato” per la sequenza di arcate che richiamano il ben più celebre Colosseo romano. Spettacolare il progetto di architettura contemporanea “La Nuvola”, opera di Massimiliano e Doriana Fuksas per Eur Spa. L’edificio, che occupa un’area di circa 55mila metri quadrati, è una gigantesca teca in acciaio e pietra, che contiene appunto “nuvola” realizzata in acciaio e telo semitrasparente in fibra di vetro. Collegata alla teca tramite passerelle sospese, ospita un auditorium di 1.850 posti. Infine il Semenzaio comunale di San Sisto vecchio, voluto nel 1810 dal prefetto napoleonico De Tournon per la produzione di piante – provenienti da varie parti del mondo – destinate ai parchi pubblici di Roma. È in questo luogo suggestivo che si coltivano le azalee che ogni anno vengono esposte sulla scalinata di Trinità dei Monti.

14 ottobre 2020