Felipe Massa: «Solo credere può rendere possibile l’impossibile»
A piazza del Popolo la tavola rotonda nell’ambito del Giubileo dello Sport, con i grandi campioni di ieri e di oggi. Gordon Hayward, ex campione NBA, ai giovani: «Sognate in grande»
Il sorriso è lo stesso di quando saliva sul podio con la Ferrari. Anche gli occhiali da sole scuri ricordano i tempi in cui sfrecciava con la Rossa. A fianco a lui c’è suo figlio. Qualche anno fa se lo portava in braccio nel paddock. Oggi ha 15 anni e sembra la sua fotocopia. Felipe Massa ha appena finito di parlare alla tavola rotonda “Lo sport genera speranza”, che si è tenuta ieri pomeriggio, 14 giugno, in piazza del Popolo, in occasione del Giubileo dello Sport. «Nella mia carriera la fede è stata molto importante – racconta il pilota a margine dell’evento -. Sono riuscito a raggiungere molti più risultati di quelli che mi sarei mai immaginato. A tutti i bambini consiglio di credere. Solo in questo modo si può rendere possibile l’impossibile».
Insieme a lui, è intervenuto anche Gordon Hayward, ex campione del basket NBA, che proprio a Roma si è convertito al cattolicesimo. L’anno scorso ha ricevuto i sacramenti della cresima e della prima comunione nella basilica di San Sebastiano fuori le mura dall’arcivescovo Timothy Broglio, presidente della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti. Ieri, intervistato da Massimo Proietto, vicedirettore di Rai Sport, che ha moderato l’incontro, ha dedicato il suo discorso alle giovani generazioni. «Il consiglio che posso dare loro è sognare in grande – ha detto -, avere grandi obiettivi e raggiungerli con grande passione e determinazione, senza preoccuparsi di fallire e di quello che pensano gli altri, perché c’è un unico giudice: Gesù».
La fede è al centro anche della vita di Caterina Banti, oro olimpico nella vela. «La fede – ha riflettuto – ci insegna, così come lo sport, a rispettare noi stessi e il prossimo, a credere nei valori, a perseguirli e a dare il massimo. In questo modo i risultati arrivano sempre».

La tavola rotonda è stata aperta dalle parole del ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi: «Vogliamo promuovere la pace attraverso la pratica sportiva, in un tempo in cui i significati profondi della vita vengono negati e massacrati da logiche di guerra». Un pensiero sulla situazione internazionale è arrivato anche da parte dell’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto della sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del dicastero per l’Evangelizzazione, che ha consegnato a tutti gli atleti una piccola mascotte del Giubileo. «Bisogna che la voce dello sport diventi più forte dei sibili dei missili e delle pallottole – ha sottolineato Fisichella -, perché lo sport è veramente uno strumento di pace, un linguaggio universale che accomuna e che non divide. Le grida di gioia e di tifo – si è augurato il presule – possano superare quelle della guerra e della violenza».
Le stesse che hanno regalato ai loro tifosi anche Damiano Tommasi, ex calciatore e sindaco di Verona, Pino Maddaloni, oro olimpico nel judo, e Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica a Parigi 2024. Anche loro sono intervenuti alla tavola rotonda. Tommasi ha insistito sullo spirito di squadra, invitando ad aiutare i giovani a «costruire i loro sogni», che si avverano solo con «la condivisione», e a «non porre freni alle loro ambizioni». Ghiretti ha esortato a «superare ogni barriera culturale e mentale» per uno sport sempre più inclusivo. «O vinci o impari», è invece la massima offerta da Maddaloni, che ha sottolineato l’importanza del rispetto, «a partire dalle meraviglie che Dio che ci ha regalato». Il vero atleta, ha concluso, «non perde mai». Un messaggio condiviso anche dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, secondo cui i valori dello sport («un diritto di cittadinanza per ogni romano e romana») si immettono perfettamente nel contesto del Giubileo della speranza.
Prima dell’incontro, bambini e adulti hanno riempito la piazza per l’iniziativa “Villaggio dello Sport”. Un momento di festa promosso e organizzato dal Coni, grazie al quale in tanti hanno potuto mettersi alla prova con numerose discipline. La medaglia d’oro se la sono meritata anche solo per aver sfidato il grande caldo.
15 giugno 2025

