Fidanzati e sposi, testimoni dell’Amore

A Santa Sabina la celebrazione con la benedizione delle coppie, presieduta dal cardinale De Donatis. Monsignor Manto (Pastorale familiare): «Come diocesi, il vostro amore ci sta a cuore»

Come ormai tradizione da alcuni anni, ieri sera, 14 febbraio, memoria liturgica di san Valentino, il Centro diocesano per la pastorale familiare ha proposto un appuntamento di preghiera e di benedizione delle giovani coppie di fidanzati e di sposi. La celebrazione, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, ha avuto luogo presso la basilica di Santa Sabina all’Aventino. Quest’anno, «questo appuntamento – ha spiegato il direttore del Centro don Andrea Manto prima della Messa – rappresenta il primo momento ufficiale del cammino che ci condurrà al prossimo Incontro mondiale delle famiglie, in programma per il 2021 a Roma». La benedizione «del vostro progetto d’amore – ha detto ancora il sacerdote ai presenti – è un modo per dirvi, come diocesi, che il vostro amore ci sta a cuore perché attraverso di voi si costruisce la comunità, si costruisce la Chiesa intesa proprio come famiglia di famiglie».

Nella sua omelia, De Donatis ha dapprima evidenziato come «nulla più della Sacra Scrittura può illuminarci per parlare dell’amore» poiché questo sentimento «presuppone sempre una relazione con l’altro e per noi cristiani la Scrittura non è un libro da capire ma una persona che si fa incontrare,
è il Verbo stesso che si è fatto carne». Quindi, il porporato ha invitato all’ascolto della Parola perché «equivale ad ascoltare Cristo» e poi, nella vita quotidiana, «ad ascoltare il tuo fidanzato o la tua fidanzata, tuo marito o tua moglie e l’ascolto, si sa, non è facile né scontato, anzi, è un’arte da riscoprire». La Chiesa indica «la via della castità per saper aprire davvero le orecchie del cuore facendo spazio all’altro e accogliendolo senza scorciatoie» ma guardando al modello di amore perfetto che è «Cristo crocifisso, morto per distruggere in noi il peccato»; per questo, «il nostro amore va sempre raffrontato al Suo: nella comunione con Cristo, oltre che alla luce della Parola, esso è reso perfetto».

Ancora, De Donatis ha ammonito le coppie presenti: «Siete chiamati a difendere la santità e la bellezza del sacramento del matrimonio cristiano e questo può comportare anche delle persecuzioni, siete come agnelli tra i lupi, senza sicurezze poiché il demonio cercherà di banalizzare il vostro amore, proponendovene una versione facile ed edulcorata ma sicuramente meno avvincente». In questo cammino di testimonianza, «affinché, anche attraverso voi e il vostro amore che è un mistero grande, venga comunicato al mondo l’amore di Cristo», la Chiesa «non vi lascia soli: siamo chiamati,
insieme, a perseverare nella nostra missione». In modo particolare «il Papa ha a cuore i fidanzati e le famiglie – ha chiosato ancora il cardinale -: sa bene che avete bisogno di essere guidati nella comprensione dei sacramenti per maturare nella vostra fede» e in questo senso «ha parlato di
una necessaria formazione “ab origine” che non dà per scontata la fede e di un percorso catecumenale non banale».

De Donatis ha quindi ricordato «il nuovo metodo catechetico e pastorale ideato dai santi Cirillo e Metodio», patroni d’Europa di cui la Chiesa celebra la memoria liturgica obbligatoria nello stesso giorno in cui ricorre quella del più noto san Valentino. «Furono missionari presso i popoli della Pannonia e della Moravia – ha spiegato il cardinale – e per aprire loro i tesori della Parola di Dio crearono un alfabeto, il cirillico, per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava»; così, oggi, anche «ciascuno di noi, come questi due fratelli, è invitato ad essere un ponte spirituale per gli altri». La chiamata, allora, «per la quale ci affidiamo allo sguardo della Vergine Maria, fidanzata e sposa di Giuseppe, è a diventare delle Eucaristie viventi – ha concluso De Donatis -, cioè persone capaci di testimonianza autentica, che assecondano la volontà del Signore».

Anche la recita della preghiera per il dono dell’amore nella coppia è stato un atto di affidamento alla Madonna quale “Madre dell’amore e regina delle famiglie”. Tra le intenzioni di preghiera, inoltre, il ricordo per chi vive la solitudine e la difficoltà di costruire un legame solido e duraturo.

15 febbraio 2019