Fisichella: «La misericordia è il vero cuore pulsante»

Intervista all’arcivescovo, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, per un primo bilancio del Giubileo

Intervista all’arcivescovo, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, per un primo bilancio del Giubileo 

L’Anno Santo straordinario indetto con la bolla Misericordiae Vultus da Papa Francesco volge al termine. Ieri, 13 novembre, la chiusura delle Porte Sante in tutte le diocesi del mondo, con l’ultimo grande evento giubilare riservato in maniera significativa agli emarginati, ai poveri e ai senzatetto, domenica prossima la Messa e la cerimonia di chiusura della Porta nella basilica di San Pietro. Con l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, incaricato di sovrintendere all’organizzazione di questo eccezionale appuntamento, stiliamo un primo bilancio.

Eccellenza, il Giubileo è strettamente legato al perdono. Come è andata l’esperienza dei missionari della misericordia?

Per certi versi è stata un’esperienza unica. Ha consentito a tanti fedeli e sacerdoti di toccare con mano che non ci sono limiti alla Misericordia di Dio né alla vicinanza della Chiesa. Oltre mille missionari in tutto il mondo hanno passato giornate intere nei confessionali e hanno predicato il senso della misericordia a migliaia di persone che si sono accostate al loro ministero. È uno dei frutti più belli del Giubileo.

Nella Misericordiae Vultus il Santo Padre si rivolgeva anche ai credenti di altre confessioni e di altre religioni. Qual è stata la risposta alla luce dell’enorme impegno ecumenico di Francesco durante quest’anno?

Abbiamo avuto tanti esempi ecumenici proprio sulla scia della misericordia. Fin dall’inizio, con il viaggio a Cuba e l’incontro tra il Papa e il patriarca di Mosca Kirill, senza dimenticare il recente viaggio in Svezia. Ma anche domenica, per il Giubileo dei carcerati, avevamo a San Pietro una donna pastore luterana con una delegazione impegnata nel ministero con i detenuti.

Prima l’Anno della Fede, poi il Giubileo. Quali sono state le difficoltà maggiori e quali le soddisfazioni più grandi?

Parliamo di due eventi diversi. Il primo aveva un carattere più di riflessione, di impegno nell’azione pastorale che, partendo dalla fede, diventava strumento concreto di nuova evangelizzazione. Il Giubileo, anche se il Papa lo ha voluto come ulteriore segno di evangelizzazione, ha coinvolto la Chiesa in tutto il mondo in un cammino verso l’essenziale. La Chiesa ha cercato di far comprendere alla comunità cristiana il grande valore che la misericordia possiede nella vita di tutti i giorni. Le difficoltà sono connesse all’organizzazione ma non toccano l’efficacia e la fecondità del messaggio.

Qual è il ricordo di questi dodici mesi che le resterà più impresso nel cuore?

Difficile da dirsi, moltissimi momenti mi scorrono davanti agli occhi… Penso alle lacrime di tante persone mentre attraversavano la Porta Santa o alla lunghissima processione con le reliquie di Padre Pio, venerate da migliaia di fedeli per una settimana. E poi l’immagine commovente di Papa Francesco con il camice verde nel reparto di neonatologia dell’ospedale San Giovanni, con papà e mamma che gli mettono in braccio un bimbo appena tirato fuori dall’incubatrice o anche del Papa che gioca a biliardino con i ragazzi di una casa famiglia… Sono tante e tutte esprimono quello che è stato il Giubileo per milioni di persone che hanno percorso via della Conciliazione con una croce in mano nel loro cammino verso l’incontro con Cristo.

Eppure c’è chi continua a parlare di flop. Forse qualcuno si aspettava un maggior numero di persone…

Bisogna mettersi d’accordo: il Giubileo non si misura dai numeri ma dall’intensità con cui viene vissuto. E al di là dei numeri, peraltro molto consistenti e significativi, è stato un vero momento di grande partecipazione in tutto il mondo. Roma ha toccato con mano cosa significa la presenza di oltre 21 milioni di pellegrini.

Quale messaggio rimane al termine di questo Anno Santo?

La misericordia torna ad essere il cuore pulsante della vita della Chiesa: tutta la nostra azione pastorale deve recuperare con la misericordia quell’entusiasmo e quella passione necessari per l’annuncio del Vangelo.

14 novembre 2016