In arrivo venerdì 31 gennaio all’aeroporto di Fiumicino 86 profughi siriani. A condurli dal Libano a roma, uno dei corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese, in accordo con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Come le oltre 2mila persone arrivate finora nel nostro Paese in questo modo, i rifugiati saranno accolti da associazioni, parrocchie e comunità in diverse regioni italiane e subito avviati in un percorso di integrazione attraverso l’apprendimento della lingua per gli adulti, la scuola per i minori e l’inserimento lavorativo, una volta ottenuto lo status di rifugiato.

«I corridoi umanitari – si legge in un comunicato dei tre promotori -, interamente autofinanziati (dalla raccolta fondi di Sant’Egidio e dall’8 per mille della Tavola valdese) e possibili grazie a una rete di accoglienza diffusa, rappresentano un modello efficace, che coniuga solidarietà e sicurezza, tanto che è già stato replicato in altri Paesi come Francia, Belgio e Andorra, consentendo l’arrivo in Europa, in modo legale e sicuro, di oltre 3mila  persone dal febbraio 2016». Quattro anni di impegno della società civile, si legge ancora nel testo, «dimostrano che è possibile non solo salvare chi rischia di cadere nelle mani dei trafficanti di uomini, ma anche avviare percorsi di integrazione. In un tempo in cui riaffiorano preoccupanti manifestazioni di razzismo e intolleranza, il modello avviato da Sant’Egidio e Chiese protestanti – poi replicato anche con altre realtà e associazioni – ha riscosso il consenso di tanti e si è alimentato grazie alla generosità di molti italiani, alcuni dei quali hanno anche offerto le loro case per l’ospitalità, che si sono attivati in modo volontario e gratuito».

29 gennaio 2020