Francesco all’Onu: «Impegniamoci per un mondo senza nucleare»

L’appello in un messaggio inviato alla Conferenza per negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari

È l’appello del Papa in un messaggio inviato alla Conferenza finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari

«Lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari». A questo obiettivo Papa Francesco sollecita, attraverso un messaggio inviato oggi, 28 marzo, la Conferenza dell’Onu finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, che conduca alla loro totale eliminazione, la cui prima parte è in corso a New York fino al 31 marzo. E lo fa a partire dalla constatazione che «un’etica e un diritto basati sulla minaccia della distruzione reciproca, e potenzialmente di tutta l’umanità, sono contraddittori con lo spirito stesso delle Nazioni Unite».

Citando il suo discorso all’Onu, il pontefice ha menzionato le «fondamenta della costruzione giuridica internazionale: la pace, la soluzione pacifica delle controversie e lo sviluppo delle relazioni amichevoli tra le nazioni». Quindi ha ribadito: «Dobbiamo impegnarci per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito», pure in uno «scenario internazionale caratterizzato da un clima instabile di conflittualità, che è sia causa che indicazione delle difficoltà che si riscontrano nel promuovere e rafforzare il processo di disarmo e di non proliferazione nucleari».

Francesco passa in rassegna «le principali minacce alla pace e alla sicurezza con le loro molteplici dimensioni in questo mondo multipolare del XXI secolo»: dal terrorismo ai “conflitti asimmetrici”; dalla sicurezza informatica alle problematiche ambientali, fino alla povertà. «Non pochi dubbi – è la conclusione – emergono circa l’inadeguatezza della deterrenza nucleare a rispondere efficacemente a tali sfide. Anzi, tali preoccupazioni «assumono ancor più consistenza quando consideriamo le catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali che derivano da qualsiasi utilizzo degli ordigni nucleari con devastanti effetti indiscriminati e incontrollabili nel tempo e nello spazio». Ad esempio, nel caso dello «spreco di risorse per il nucleare a scopo militare, che potrebbero invece essere utilizzate per priorità più significative, quali la promozione della pace e dello sviluppo umano integrale, così come la lotta alla povertà e l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile».

L’invito di Francesco è allora a «chiederci quanto sia sostenibile un equilibro basato sulla paura, quando esso tende di fatto ad aumentare la paura e a minare le relazioni di fiducia fra i popoli». Pace e stabilità internazionali «non possono essere fondate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia di una distruzione reciproca o di totale annientamento, sul semplice mantenimento di un equilibrio di potere». La pace, invece, «deve essere costruita sulla giustizia, sullo sviluppo umano integrale, sul rispetto dei diritti umani fondamentali, sulla custodia del creato, sulla partecipazione di tutti alla vita pubblica, sulla fiducia fra i popoli, sulla promozione di istituzioni pacifiche, sull’accesso all’educazione e alla salute, sul dialogo e sulla solidarietà».

Di qui l’esigenza di «andare oltre la deterrenza nucleare: la comunità internazionale è chiamata ad adottare strategie lungimiranti per promuovere l’obiettivo della pace e della stabilità ed evitare approcci miopi ai problemi di sicurezza nazionale e internazionale». L’obiettivo ultimo dell’eliminazione totale delle armi nucleari diventa quindi «sia una sfida sia un imperativo morale e umanitario – le parole del Papa -. Un approccio concreto dovrebbe promuovere una riflessione su un’etica della pace e della sicurezza cooperativa multilaterale che vada al di là della paura e dell’isolazionismo che prevale oggi in numerosi dibattiti».

28 marzo 2017