Francesco: «I populismi nascono quando si semina odio»

Il Papa incontra i giovani e il regista Martin Scorsese all’Augustinianum: «Cosa faccio quando vedo che il Mediterraneo è un cimitero? Soffro, prego e parlo. Accogliere il migrante è un mandato biblico»

Tra le varie iniziative che hanno accompagnato il cammino del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani si inserisce quella organizzata presso l’Augustinianum per presentare il libro “La saggezza del tempo”, curato da padre Antonio Spadaro, al quale, insieme a tanti giovani e padri sinodali, ha partecipato anche il Santo Padre. Il volume, edito da Marsilio, prende infatti spunto da un’idea su cui il Papa sta riflettendo da tempo, meditando un passo del profeta Gioele: «un’alleanza tra giovani e anziani». Nel libro ci sono storie e testimonianze di una novantina di anziani (in totale sono state circa 250 quelle raccolte) commentate dallo stesso Pontefice. Che ieri, dopo una breve esibizione del coro della Diocesi di Roma diretto da monsignor Frisina e l’introduzione di monsignor Ulloa Mendieta, arcivescovo di Panama, “ponte” verso la prossima Giornata mondiale della gioventù, ha risposto a sei domande fatte da giovani e anziani: l’italiana Federica Ancona, i coniugi maltesi Tony e Grace Naudi, l’americana Rosemary Lane, l’ottantatreenne Fiorella Bacherini, la colombiana Yenifer Tatiana Valencia Morales e il regista americano Martin Scorsese.

Diversi i temi toccati nelle domande poste al Santo Padre: come vivere una vita felice e creare rapporti autentici quando «tutto attorno a noi sembra finto, di plastica?»; come trasmettere la fede a figli che sembrano respingerla?; cosa direbbe «lei, da nonno, a giovani che vogliono avere fiducia nella vita, che desiderano costruirsi un futuro all’altezza dei loro sogni?»; come sta affrontando il Papa questo momento difficile della storia con il clima di odio verso i migranti?; «le piace ascoltare le storie di vita degli anziani, la aiuta nel suo “mestiere” di Papa?»; e infine, il dramma del male a cui ha fatto riferimento Scorsese.

Alla prima domanda il Papa ha risposto parlando di «cultura del trucco: contano le apparenze, il successo personale» anche «calpestando» gli altri. «Come essere felici in questo mercato della competizione, dell’ipocrisia?». Lo ha detto con un gesto: «La mano tesa e aperta». In altri termini, «servire: il servizio rende maturi, più sicuri di sé. Mano tesa e sorriso, sporcati le mani».

Sulla questione dei figli lontani dalla fede il Papa ha ripetuto un concetto già espresso: «Va trasmessa in dialetto». E ha sottolineato il ruolo dei nonni, anche durante le dittature del secolo scorso. «Non si può dire che avete fallito. Il mondo fa proposte che entusiasmano e tanti si allontanano, fanno opzioni non sempre cattive ma incoscienti… e si allontanano. Non spaventarsi, non perdere la pace, parlatene col Signore. Mai cercare di convincere – ha detto il Papa – Accompagnarli in silenzio. Non il silenzio dell’accusa» ma quello «caldo», della tenerezza. «Mai discussioni, sono un tranello». Il Santo Padre ha anche sottolineato l’importanza della testimonianza degli uomini di Chiesa per evitare che i giovani si allontanino.

Poi Francesco ha risposto alla ragazza americana invitandola a farsi carico «dei sogni degli anziani», citando “Volare” di Modugno e mostrando un’icona dell’abbazia di Bose che mostra «un monaco giovane che porta avanti un anziano, i sogni di un anziano. Non è facile, fa fatica, ma in questa immaginetta tanto bella si vede un giovane capace di prender su di sé i sogni degli anziani per farli fruttificare. Porta avanti i loro sogni. Prendi quella esperienza di vita e vai avanti».

Parlando della guerra e del clima di odio verso i rifugiati, il Papa ha ricordato «come cresce un populismo. Nel ‘32, ‘33, quel “ragazzo” aveva promesso lo sviluppo della Germania dopo il fallimento del governo. Che i giovani sappiano come cominciano i populismi. Non si può vivere seminando odio. Cosa faccio io quando vedo che il Mediterraneo è un cimitero? Soffro, prego e parlo. Non dobbiamo accettare questa sofferenza. Accogliere il migrante è un mandato biblico». E ha ribadito che sono necessarie l’integrazione, con strutture adeguate, e la «prudenza per dire: fin qui posso. Per questo è importante coinvolgere tutta l’Europa. Invece il peso lo portano Italia, Spagna e Grecia. Ma non seminare odio. E lo dico non per politica ma per umanità».

Il Papa ha poi detto che «Sì, mi piace» ascoltare gli anziani. E ha raccontato la storia di una coppia che celebrava 60 anni di matrimonio e gli hanno detto con gli occhi lucidi «siamo innamorati». «Una risposta così moderna!» ha detto Francesco prima di sottolineare l’importanza delle radici. Nell’aula sinodale, ha raccontato, un padre «ha detto di fare come il tartufo. Nasce vicino alle radici, prende tutto e poi guarda che gioiello che esce. Prendere il succo, questo dà appartenenza a un popolo.  Tanti giovani che non sai se sono liquidi o gassosi, è per colpa dello staccarsi dalle radici».

Infine, quanto al «mondo segnato dal male», il Papa ha risposto che «è davvero un uragano. C’è sempre stato ma non così. Crudeltà dappertutto, fredda nei calcoli, per rovinare l’altro». E ha citato l’orrore della tortura: «È il pane nostro di ogni giorno, sembra normale e nessuno parla. È distruzione della dignità umana». Per questo occorre «chiedere la grazia delle lacrime». Il Papa ha concluso invitando ad ascoltare i giovani con «empatia, non si può avere conversazione con i giovani senza empatia» e ad avere «vicinanza: fa miracoli. La non violenza, la mitezza, la tenerezza, sono virtù umane piccole ma capaci di trasformare i conflitti più brutti, come lei da bambino (ha detto rivolto a Scorsese) si è avvicinato a gente sofferente e ha preso la saggezza che oggi ci fa vedere nei suoi film».

 

 

24 ottobre 2018