Francesco: «Mai più viaggi di morte»
All’Angelus, il dolore per la tragedia avvenuta nelle acque di Cutro: «Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere». Quindi l’appello: «I trafficanti di esseri umani siano fermati!». A Cutro, la Via Crucis sulla spiaggia con la croce fatta con il legno dello scafo affondato
«Esprimo il mio dolore per la tragedia avvenuta nelle acque di Cutro, presso Crotone». Al termine dell’Angelus di ieri, 5 marzo, il Papa – dopo aver ricordato le vittime dell’incidente ferroviario in Grecia – è tornato sul naufragio del 26 febbraio lungo le coste calabresi, nel quale hanno trovato la morte 71 persone, tra cui diversi bambini. «Prego per le numerose vittime, per i loro familiari e per quanti sono sopravvissuti», le sue parole. Quindi l’omaggio «alla popolazione locale e alle istituzioni» per «la solidarietà e l’accoglienza verso questi nostri fratelli e sorelle». Infine, l’appello: «Non si ripetano simili tragedie. I trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti! I viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte! Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti! Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere».
A Cutro, intanto, si è celebrata sulla spiaggia la Via Crucis con la croce realizzata con i pezzi di legno dello scafo dell’imbarcazione affondata, realizzata, su incarico di don Francesco Loprete, parroco di Le Castella, dall’artista Maurizio Giglio. Dietro, un migliaio di persone, cristiani ma anche musulmani. A guidarla, l’arcivescovo di Crotone Angelo Raffaele Panzetta. «Siamo qui – ha detto – animati dalla speranza e in spirito d’unione con i nostri fratelli musulmani, nel silenzio e in preghiera, dietro la Croce salvifica». Alla Via Crucis infatti era presente anche l’imam della moschea di Cutro, Mustafa Achik. Insieme hanno depositato una corona di fiori in mare. «Abbiamo voluto realizzare questa croce – ha detto don Francesco – per ricordare i tanti innocenti morti nel naufragio. Questo dramma non si cancellerà mai dalle nostre menti. Dopo duemila anni Cristo è ancora in Croce». Intanto sul posto continuano le ricerche da parte dei soccorritori, dato che risulta ancora un numero imprecisato di dispersi.
Sulle parole del Papa è tornata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendole «un grande richiamo per tutte le istituzioni. Come governo – ha detto – le facciamo nostre, continuando a impiegare tutte le forze necessarie per combattere i trafficanti di esseri umani e fermare le morti in mare». Analoga la presa di posizione del vicepremier Salvini: «Condivido le parole del Santo Padre e lavoro, non da oggi, per metterle in pratica e salvare vite». Dall’Anm arriva invece l’auspicio che «in qualsiasi circostanza venga sempre rispettato l’inderogabile obbligo di salvataggio, che è scolpito nella nostra Costituzione ancor prima che nelle convenzioni internazionali». Il tema dell’immigrazione e dei flussi migratori sarà affrontato nel Consiglio dei ministri che si svolgerà proprio a Cutro, come ha annunciato la premier Meloni, non più tardi di venerdì 10 marzo. Allo studio, l’ipotesi di un provvedimento che coinvolgerà più ministeri, sotto la regia della stessa presidente del Consiglio. Per questo sarebbe allo studio una nuova rideterminazione dei flussi regolari di migranti, grazie ad accordi di cooperazione con i Paesi di origine che devono combattere le partenze irregolari. Tra le possibili misure anche l’inasprimento delle pene per i trafficanti di esseri umani e nuove procedure per semplificare meccanismi ancora troppo lenti, dai rimpatri al sistema di accoglienza, passando per l’istituto della protezione internazionale.
6 marzo 2023

