Francesco: «Rispetto dell’integralità e della dignità delle persone»

Pubblicato il messaggio per la XXV Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio. «Ogni malato è e rimane un essere umano»

Pubblicato il messaggio per la XXV Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio.  «Ogni malato è e rimane un essere umano»

Reso noto in questi giorni il messaggio di Francesco per la XXI Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes. Il tema cita l’evangelista Luca: «Stupore per quanto Dio compie: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”». «Ponendomi fin d’ora spiritualmente presso la Grotta di Massabielle, dinanzi all’effige della Vergine Immacolata – scrive il Papa – desidero esprimere la mia vicinanza a tutti voi, fratelli e sorelle che vivete l’esperienza della sofferenza, e alle vostre famiglie; come pure il mio apprezzamento a tutti coloro che, nei diversi ruoli e in tutte le strutture sanitarie sparse nel mondo, operano con competenza, responsabilità e dedizione per il vostro sollievo, la vostra cura e il vostro benessere quotidiano».

Francesco rivolge la sua attenzione in particolare agli infermi e ai portatori di disabilità anche gravissime: «Hanno la loro inalienabile dignità e la loro missione nella vita e non diventano mai dei meri oggetti». Anche quando la vita è espressione di sofferenza. Richiama quindi ciò che è avvenuto nella grotta di Massabielle. «Il fatto che la Bella Signora chieda a Bernadette di pregare per i peccatori – scrive – ci ricorda che gli infermi, i sofferenti, non portano in sé solamente il desiderio di guarire ma anche quello di vivere cristianamente la propria vita, arrivando a donarla come autentici discepoli missionari di Cristo». A Bernadette Maria dona la vocazione di servire i malati e la chiama ad essere Suora della Carità, «una missione che lei esprime in una misura così alta da diventare modello a cui ogni operatore sanitario può fare riferimento», prosegue Francesco.

Nel suo messaggio, il Papa invita anche a «trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente». E richiama le questioni bioetiche per le quali auspica «un corretto approccio». Incoraggia poi al «rispetto dell’integralità e della dignità delle persone» e «alla tutela dei più deboli». Ancora, dedica un pensiero e la sua «vicinanza di preghiera e di incoraggiamento ai medici, agli infermieri, ai volontari e a tutti i consacrati e le consacrate impegnati al servizio dei malati e dei disagiati; alle istituzioni ecclesiali e civili che operano in questo ambito; e alle famiglie che si prendono cura amorevolmente dei loro congiunti malati». L’augurio del Papa è di «essere sempre segni gioiosi della presenza e dell’amore di Dio». Segni nel solco di modelli come san Giovanni di Dio e san Camillo de’ Lellis, patroni degli ospedali e degli operatori sanitari, e santa Madre Teresa di Calcutta.

Il Papa rivolge infine una preghiera all’Immacolata Concezione: «Chiediamole la grazia di saperci sempre relazionare al malato come a una persona che, certamente, ha bisogno di aiuto, a volte anche per le cose più elementari, ma che porta in sé il suo dono da condividere con gli altri».

16 dicembre 2016