Gaza: gli aiuti umanitari «trasformati in un’arma»
La denuncia di ActionAid Palestina: «Queste zone di morte devono cessare di esistere. Persone disperate in cerca di cibo vengono spinte in trappole mortali. La popolazione muore di fame»
«Il governo israeliano ha trasformato gli aiuti umanitari in un’arma». La denuncia arriva da Jamil Sawalmeh, direttore di ActionAid Palestina, dopo che, nella sola giornata di ieri, 16 luglio, oltre 20 civili sono stati uccisi in un sito di aiuti militarizzato. E aggiunge: «Queste zone di morte devono cessare di esistere». Gli stessi aiuti, spiega, sono stati resi da Israele «uno strumento di oppressione, rafforzando il proprio controllo su Gaza e perpetuando la punizione collettiva e lo sfollamento della popolazione palestinese».
In concreto, «persone disperate in cerca di cibo vengono spinte in trappole mortali a causa del sistema militarizzato di distribuzione degli aiuti promosso da Stati Uniti e Israele, noto come Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), che messo in atto da Israele viola gli standard internazionali e i principi umanitari di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza – sono ancora le parole di Sawalmeh -. I contractor armati e le zone militarizzate non possono sostituire un sistema umanitario funzionante».
Quindi, l’appello del direttore di ActionAid Palestina: «La popolazione sta morendo di fame, ha bisogno di cibo, non di proiettili. Il mondo non può continuare a restare in silenzio. Queste atrocità devono finire. Il genocidio deve finire – incalza -. Israele deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni. I governi devono agire ora per garantire la consegna sicura e senza ostacoli degli aiuti umanitari, attraverso le Nazioni Unite – compresa l’Unrwa – e le altre organizzazioni umanitarie con esperienza e capacità di risposta».
17 luglio 2025

