Gaza: «Grave rischio dalle operazioni militari vicino a siti religiosi e civili»
Lo denuncia il Patriarcato latino di Gerusalemme, dopo la pubblicazione dei risultati dell’indagine di Israele sull’uccisione di 3 civili nell’attacco alla parrocchia latina di Gaza, in cui si parla di «deviazione accidentale e involontaria di munizioni»
«Una deviazione accidentale e involontaria di munizioni». L’inchiesta condotta dal Comando meridionale dell’esercito israeliano definisce con queste parole l’attacco che il 17 luglio ha colpito la parrocchia latina della Sacra Famiglia, nell’area di Gaza City. Lo riferiscono su X le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che «nel corso dell’attività sono state apportate modifiche per migliorare la precisione del tiro e, al termine dell’operazione, sono state perfezionate le istruzioni per sparare in prossimità di edifici religiosi, rifugi e altri siti sensibili».
I militari, precisano ancora dall’esercito israeliano, «indirizzano i loro attacchi esclusivamente contro obiettivi militari e si adoperano il più possibile per ridurre al minimo i danni ai civili e alle infrastrutture civili, comprese le istituzioni religiose, e si rammaricano per qualsiasi danno arrecato ai civili». Da parte sua, rivendicano, «in conformità con la richiesta dei rappresentanti del Patriarcato a Gerusalemme, l’esercito sta anche facilitando l’ingresso di aiuti umanitari, tra cui cibo, attrezzature mediche e medicinali, alla Chiesa latina nella Striscia di Gaza». Non solo: «Dopo la visita dei patriarchi greco e latino, Teofilo III e Pierbattista Pizzaballa, è stato coordinato il trasferimento dei feriti dall’incidente per ulteriori cure mediche».
Immediata la reazione del Patriarcato latino di Gerusalemme, secondo cui «le conclusioni dell’inchiesta dell’esercito israeliano sull’uccisione di tre residenti palestinesi nel complesso della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza e sul ferimento di una decina di altri non fanno che sottolineare la gravità del rischio legato a operazioni militari condotte in prossimità di luoghi religiosi e civili». Ancora una volta, rimarcano, «emerge l’assoluta necessità di rispettare i principi del diritto umanitario internazionale». E per quanto riguarda la richiesta di accesso degli aiuti, dal Patriarcato ricordano di avere «formalmente richiesto e ricevuto l’autorizzazione a consegnare aiuti alimentari e sanitari al complesso della Sacra Famiglia», ma precisano che «non sono ancora stati recapitati». Solo una volta completate le procedure di autorizzazione e accesso, «gli aiuti saranno distribuiti ai residenti del complesso e ai quartieri circostanti».
24 luglio 2025

