Gaza: in 48 ore 970 morti
I dati riferiti dal ministero della Sanità gestito da Hamas, secondo cui sale quindi a 49.547 il numero dei morti nella Striscia dall’inizio del conflitto. Oxfam: «Rottura della tregue ingiustificabile»
Nelle ultime 48 ore i raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno ucciso 970 palestinesi. Lo ha annunciato su Telegram il ministero della Sanità nella Striscia, gestito da Hamas, secondo cui sale quindi a 49.547 il numero dei morti a Gaza dall’inizio del conflitto. I feriti sono 112.719.
Parole di condanna per la ripresa dei raid aerei israeliani arrivano da Oxfam. «La rottura dell’accordo sul cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele è ingiustificabile», afferma Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia per le crisi umanitarie, secondo cui «in nessuna circostanza è ammissibile il continuo attacco sui civili e sulle infrastrutture essenziali da cui dipende la sopravvivenza della popolazione. La tregua che è stata rotta – prosegue – rappresentava l’unico barlume di speranza per 2 milioni di palestinesi allo stremo e per gli ostaggi israeliani rimasti. Come se non bastasse, le autorità israeliane hanno ordinato anche nuove evacuazioni che costringono migliaia di persone a spostarsi, ancora una volta, verso luoghi dove non verrà comunque garantita la loro sicurezza, in palese violazione del diritto internazionale».
Intanto la situazione umanitaria a Gaza, già drammatica, è destinata ad aggravarsi. Dall’inizio di marco, in coincidenza con l’inizio del Ramadan, riferisce Pezzati, «Israele ha posto Gaza sotto un assedio totale impendendo l’ingresso di cibo, carburante e qualsiasi aiuto umanitario. Una settimana fa ha anche tagliato l’elettricità che manteneva in funzione l’unico impianto di desalinizzazione dell’acqua ancora operativo a Gaza, vitale per mezzo milione di persone. In questo momento il sistema sanitario, già al collasso, non riesce a soccorrere le vittime degli attacchi, mentre gli ospedali stanno finendo le scorte di medicinali e attrezzature».
Di qui l’appello di Oxfam per un immediato ripristino del cessate il fuoco. «Questa tragedia continua a consumarsi in primo luogo per la mancanza di volontà da parte della comunità internazionale nel riconoscere le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele – sono ancora le parole del portavoce -. Rispettarlo non è facoltativo. Il diritto internazionale esiste per proteggere i civili ovunque e dovrebbe essere sostenuto universalmente. Per questo lanciamo un appello urgente affinché tutte le parti si rimettano subito al lavoro per ripristinare un cessate il fuoco immediato e duraturo».
19 marzo 2025

