Gaza: l’attacco al Nasser Hospital, «inaccettabile»
La condanna di Medici senza frontiere per l’attacco israeliano alla struttura di Khan Younis, il 23 marzo. La richiesta: «Immediato ripristino del cessate il fuoco e ripresa dell’ingresso di aiuti»
Anche Medici senza frontiere (Msf) condanna fermamente l’attacco israeliano al Nasser Hospital di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza – il più grande ancora funzionante -, avvenuto domenica 23 marzo. Stando al ministero della Salute di Gaza, le forze israeliane hanno preso di mira il reparto di chirurgia, uccidendo due persone. Le équipe di Msf parlano di diversi feriti, uno dei quali è stato ricoverato nel reparto di traumatologia, dove lavorano i team dell’organizzazione, e confermano che l’edificio è stato gravemente danneggiato.
Per Msf, «questo attacco dimostra un totale disprezzo per la protezione delle strutture mediche, mettendo in pericolo i pazienti e il personale medico e la fornitura di assistenza sanitaria». Quindi, davanti all’intensificarsi delle operazioni israeliane, l’organizzazione internazionale chiede «il rispetto e la protezione delle strutture sanitarie, dei pazienti e del personale medico a Gaza, dove il sistema sanitario è stato quasi totalmente distrutto». Al contempo, continuano ad aumentare i bisogni medici della popolazione, mentre gli operatori sanitari sono costretti a temere per la propria vita, mentre forniscono assistenza.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, attualmente nella Striscia di Gaza non c’è un solo ospedale pienamente funzionante e solo 21 dei 36 ospedali della Striscia sono parzialmente operativi. Essendo uno degli ultimi ospedali principali rimasti nella parte meridionale di Gaza, il Nasser Hospital fornisce assistenza a persone con gravi ustioni e traumi, neonati e donne incinte. Da quando hanno ripreso le attività al Nasser a metà maggio 2024 – dopo essere stati costretti a fuggire a febbraio, a motivo dei bombardamenti israeliani -, i team di Msf supportano i reparti di emergenza, pediatria e maternità, oltre a gestire un’unità per ustionati e traumi.
Come tutte le altre strutture sanitarie della Striscia, anche il Nasser Hospital sta affrontando inoltre diverse difficoltà di approvvigionamento. Mancano articoli per l’igiene, farmaci e articoli chirurgici, mentre le autorità israeliane continuano l’assedio della Striscia da oltre 20 giorni. A causa dei numerosi afflussi di pazienti a seguito dei recenti bombardamenti, le scorte di Msf stanno diminuendo più rapidamente del previsto e il blocco degli aiuti umanitari sta rendendo impossibile per i team rifornirsi di articoli essenziali come antibiotici, antidolorifici e anestetici. Di qui la richiesta, ancora una volta, di un «immediato ripristino del cessate il fuoco» e della «ripresa dell’ingresso di aiuti essenziali e forniture di base, di cui la popolazione di Gaza ha disperatamente bisogno».
25 marzo 2025

