Ha lanciato il suo monito da Gerusalemme l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, nella Giornata mondiale della pace celebrata ieri, 1° gennaio. «I grandi – ha detto – non potranno mai realizzare la pace, se i piccoli non la vivono già. Per avere la pace non basta denunciare la sua assenza ma bisogna avere il coraggio di costruirla nonostante tutto». Prendendo spunto dalla liturgia della Parola, l’arcivescovo ha ricordato che «nessuno è escluso dall’impegno per la pace. Essa appartiene a tutti e non solo ai capi di turno. Non serve chiedere la pace dai grandi e non costruirla nel nostro piccolo. Il destino di tutti è legato, quello degli uni con quello degli altri. Ciò che io faccio nel mio piccolo contesto e in famiglia – ha spiegato – contribuisce, collabora e partecipa anche alla pace che i grandi sono chiamati a realizzare». Per il presule infatti il dono della pace «se davvero è in noi non può che essere annunciato, con i nostri atteggiamenti, con il nostro modo di costruire e vivere la famiglia, la società, i giovani, le nostre attività parrocchiali, la nostra azione politica».

Nelle parole dell’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme anche l’invito a «lasciarsi ancora stupire dai tanti piccoli e grandi gesti di amore, di condivisione, di accoglienza, di fraternità e di pace che ancora, nonostante tutto, si compiono. Lasciarsi stupire e celebrare questi momenti è necessario più che mai. Ci dà speranza, ci mostra che la vita scorre nonostante tutto e che è ancora capace di amore, di cui tutti abbiamo bisogno». Dalla Vergine Maria, ha concluso, arriva l’insegnamento che «nessuno possiede la pace». Proprio per questo, «sapere ascoltare l’altro, accogliere la sua visione, aprire il nostro sguardo e il nostro cuore all’altro è vitale per la pace. Non si costruisce la pace solo con quanto pensiamo e facciamo noi. Abbiamo bisogno dell’altro per come è, e non dell’altro come lo vogliamo noi. E l’altro – ha concluso Pizzaballa – ha sempre tanto da insegnarci. Avere questa coscienza ci aiuterà a non cadere nella presunzione di dovere solo insegnare agli altri come si fa la pace».

2 gennaio 2018