Giorgio La Pira sarà venerabile

Ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti sulle sue virtù eroiche. l’arcivescovo di Firenze Betori: «Espressione alta di vita laicale»

Per 10 anni sindaco di Firenze, deputato della Costituente e poi parlamentare, terziario domenicano e francescano, Giorgio La Pira diventa venerabile. Nella giornata di ieri, 5 luglio, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti della Congregazione delle Cause dei santi, uno dei quali riguardante proprio le virtù eroiche del “sindaco santo” del capoluogo toscano, nato a Pozzallo, in Sicilia, il 9 gennaio del 1904 e morto a Firenze il 5 novembre 1977. Il primo passo per l’eventuale apertura di un processo di beatificazione e canonizzazione.

Siciliano d’origine, giovane animatore dell’Azione cattolica, La Pira arriva a Firenze nel 1926 per laurearsi in legge. Nel capoluogo toscano sarebbe rimasto per tutta la vita, ricoprendo dal 1933 la cattedra di Istituzioni di diritto romano. Deputato democristiano alla Costituente, poi al Parlamento, sottosegretario di stato al ministero del Lavoro (1948-49), è stato per due mandati sindaco di Firenze, dal 1951 al 1957 e dal 1961 al 1966. Proprio in questo ruolo, da politico e da profeta, ha portato avanti le sue battaglie sociali di ispirazione evangelica, insieme a diverse iniziative per la distensione e per la pace, come quella che nel 1965 lo portò nel Vietnam del Nord, i convegni internazionali “Per la pace e la civiltà cristiana”  – il primo nel 1952 – e il sogno del Mediterraneo come un «grande lago di Tiberiade». 

«Un cristiano dalla fede dirompente, posseduto da una straordinaria speranza in Dio e nella bontà del prossimo e pervaso da una sconfinata carità “cristomimetica” nei confronti di tutti coloro che ha incontrato lungo il tragitto della sua vita». È il ricordo del postulatore dei Domenicani padre Gianni Festa, che ha seguito negli ultimi anni la causa di beatificazione di La Pira, in un’intervista rilasciata al settimanale delle diocesi toscane “ToscanaOggi”. Secondo il domenicano, La Pira «seppe muoversi come discepolo di Cristo che dimostra la sua identità nel servire e non nell’essere servito»: fu «un autentico mistico prestato alla politica». Anche l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, parla di un riconoscimento, da parte del Papa, che «colma tutti di gioia, in quanto sancisce di fronte a tutta la Chiesa universale quanto i fiorentini hanno riconosciuto nella persona del loro sindaco già nel corso della sua vita».

Esprimendo «la gratitudine sua e di tutta la Chiesa fiorentina», Betori sottolinea che in La Pira «abbiamo incontrato un cristiano vero, che in tutta la sua vita si è lasciato guidare solo dal Vangelo e da esso ha tratto alimento per un servizio esemplare alla città, all’Italia, al mondo intero. Ancorato a un pensiero illuminato dalla fede, egli – prosegue – ha elaborato una visione coerente della persona umana e della società, che ha lasciato tracce indelebili nei principi fondamentali della Costituzione della nostra Repubblica». In questo orizzonte «si è speso con impegno generoso nella vita sociale e politica, avendo a cuore soprattutto i poveri e la pace». Per Betori, «La Pira resta per Firenze un imprescindibile riferimento ideale e un richiamo esigente alla sua missione di “città posta sul monte”, come egli amava ripetere». E ancora: «Espressione alta di vita laicale, La Pira rifulge anche per fedeltà senza incertezze alla Chiesa e ai suoi pastori», conclude l’arcivescovo rilevando che «dalla Chiesa ci viene ora proposto come figura esemplare a cui ispirarsi e a cui rivolgersi. Tutti siamo esortati nelle nostre necessità a ricorrere nella preghiera a questa intercessione».

Insieme a quelle di La Pira sono state riconosciute anche le virtù eroiche dell’italiano Pietro Di Vitale (1916- 1940), di Alessia González-Barros y González (1971- 1985), adolescente spagnola morta a 14 anni, e di Carlo Acutis, nato in Inghilterra e morto di leucemia a soli 15 anni a Monza (1991- 2006).

6 luglio 2018