Giornata comunicazioni sociali, da Bassetti l’invito a essere «cercatori di verità»

Messa con il presidente Cei a Santa Maria in Montesanto. «Il vero comunicatore è chi riesce a mettere il mondo in comune, a costruire ponti di comprensione»

«Fare cultura, aiutare gli uomini e le donne a cui vi rivolgete a vivere in questa società con impegno, coraggio, facendo conoscere loro la verità». Questo l’impegno che il cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti ha consegnato agli operatori dell’informazione e della comunicazione ieri, 16 maggio, presidente la Messa nella Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, nella basilica di Santa Maria in Montesanto. Muovendosi sul doppio binario delle letture del giorno – nella festività dell’Ascensione – e del «bellissimo messaggio» del Papa per questa 55ª Giornata delle comunicazioni sociali, il porporato ha sottolineato la necessità di «passare del tempo insieme, proprio come il Risorto ha fatto con i suoi, stando con loro per quaranta giorni», invitando gli operatori dei media «a stare con le persone, ascoltandole, a comprendere le loro preoccupazioni». Solo dopo «potremo anche raccontare».

Nelle parole del cardinale, la consapevolezza che «questo tempo del quale parlate, scrivete, raccontate, è un tempo prezioso ma difficile. Sapete – ha detto – anche che una frase che voi dite (o non dite) può influenzare milioni di persone, come, per esempio, può accadere descrivendo gli effetti di un vaccino, o parlando in un certo modo di un avvenimento. A voi è chiesto di fare cultura, di aiutare gli uomini e le donne a cui vi rivolgete a vivere in questa società con impegno, coraggio, facendo conoscere loro la verità». Una parola, “verità”, che il Papa usa per sei volte, ha ricordato Bassetti, nel suo messaggio. «Voi infatti – ha continuato – siete chiamati non a raccontare cose false ma a narrare “la verità della vita” (Messaggio di papa Francesco), e questo è un impegno grande e un dono per tutti». Quindi, l’invito a porsi alcune domande: «Qual è l’informazione che voglio promuovere? Sono pronto ad aprirmi veramente all’altro e ad accoglierlo per quello che è? Sono domande che possono sostenere l’impegno a “comunicare incontrando le persone come e dove sono”», ha proseguito citando il tema della Giornata.

In questo «tempo così incerto», la conclusione del presidente dei vescovi, «vi auguro di essere cercatori di verità e non amplificatori di notizie dannose o che non costruiscono il bene comune. Fa tanto male vedere come, anche nella sofferenza, ci sia disinformazione. Il vero comunicatore invece – ha osservato – è colui che riesce a mettere il mondo in comune, a costruire ponti di comprensione, a promuovere la pace attraverso la narrazione. E oggi ne abbiamo bisogno. Oggi, in particolare – ha aggiunto, guardando agli scontri in corso tra Hamas e Israele -, vogliamo pregare per Gerusalemme e per Gaza: il popolo ha bisogno di pace. La famiglia Abramitica ha bisogno di pace. Pace!». Da ultimo, al termine dell’omelia, il ringraziamento personale a tutti coloro che, a cominciare dai media, lo hanno accompagnato e seguito durante il tempo della sua malattia.

17 maggio 2021