Giornata mondiale dei poveri, una «sana provocazione»

Presentato il messaggio di Francesco per l’appuntamento del 13 novembre. L’arcivescovo Fisichella: celebrazione «sempre più radicata nel cuore dei cristiani di tutto il mondo con iniziative tra le più svariate, frutto della carità creativa che anima e suscita l’impegno della fede»

Tra i nuovi poveri ci sono i profughi ucraini in fuga dall’«insensatezza» di una guerra scoppiata per «il diretto intervento di una “superpotenza” che intende imporre la sua volontà contro il principio dell’autodeterminazione dei popoli». È a loro che Papa Francesco rivolge il pensiero nel messaggio per la VI Giornata mondiale dei poveri, che sarà celebrata il 13 novembre, sul tema “Gesù Cristo si è fatto povero per voi”. L’iniziativa vuole essere una «sana provocazione per riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente» e al tempo stesso «un’opportunità di grazia per fare un esame di coscienza personale e comunitario», scrive Bergoglio. Il testo è stato presentato questa mattina, 14 giugno, nel corso di una conferenza svoltasi nella Sala stampa della Santa Sede.

Il vescovo di Roma plaude alla disponibilità di chi ha accolto milioni di profughi in fuga dai conflitti in atto in varie parti del mondo, per ultimi quelli ucraini e auspica che, con il protrarsi della guerra, non si sgonfi l’onda emotiva iniziale. «È questo il momento di non cedere – rimarca -. Ciò che abbiamo iniziato ha bisogno di essere portato a compimento con la stessa responsabilità». Il Papa invita i cristiani a superare l’indifferenza verso i poveri e a impegnarsi in prima persona, a «rimboccarsi le maniche», ad assumere la solidarietà come forma di impegno sociale e cristiano. Inoltre mette in guardia dall’avidità. «Succede che alcuni cristiani, per un eccessivo attaccamento al denaro, restino impantanati nel cattivo uso dei beni e del patrimonio – si legge nel testo -. Sono situazioni che manifestano una fede debole e una speranza fiacca e miope». Francesco evidenzia che «il problema non è il denaro in sé» bensì «il valore» che si dà a esso. «Non può diventare un assoluto, come se fosse lo scopo principale – prosegue -. Un simile attaccamento impedisce di guardare con realismo alla vita di tutti i giorni e offusca lo sguardo, impedendo di vedere le esigenze degli altri. Nulla di più nocivo potrebbe accadere a un cristiano e a una comunità dell’essere abbagliati dall’idolo della ricchezza».

Il Papa esorta anche a non occuparsi dei poveri solo con logica assistenzialistica ma ad «impegnarsi perché nessuno manchi del necessario. Non è l’attivismo che salva – avverte Francesco – ma l’attenzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perché io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto». Spinge quindi a «incontrare i poveri per mettere fine a tante ansie e paure inconsistenti, per approdare a ciò che veramente conta nella vita e che nessuno può rubarci: l’amore vero e gratuito. I poveri – spiega – prima di essere oggetto della nostra elemosina sono soggetti che aiutano a liberarci dai lacci dell’inquietudine e della superficialità», conclude portando l’esempio di san Charles de Foucauld, canonizzato il 15 maggio scorso, «un uomo che, nato ricco, rinunciò a tutto per seguire Gesù e diventare con Lui povero e fratello di tutti».

La Giornata mondiale dei poveri «ogni anno diventa sempre più radicata nel cuore dei cristiani di tutto il mondo con iniziative tra le più svariate, frutto della carità creativa che anima e suscita l’impegno della fede» ha affermato l’arcivescovo Rino Fisichella. Papa Francesco «attraverso l’impegno del dicastero per l’Evangelizzazione nella sezione che per competenza ha la responsabilità di questa Giornata mondiale, vivrà questo momento con la tradizionale celebrazione eucaristica di domenica 13 novembre e le diverse iniziative che nel corso della settimana precedente raggiungeranno le varie forme di povertà della sua diocesi di Roma» ha aggiunto, ricordando che lo scorso anno a 5mila famiglie è stato distribuito un kit di medicinali da banco, «per far fronte alla pandemia e alle varie patologie di stagione». Ancora, «sono stati distribuiti tonnellate di viveri: generi alimentari di prima necessità come olio, sale, zucchero, passata di pomodoro, caffè, latte, riso». E a 500 famiglie sono state pagate le bollette di acqua, luce, gas, assicurazioni e affitti. «Questo e tanto altro è stato reso possibile, come ci auguriamo continuerà ad esserlo, perché tante persone hanno raccolto l’invito alla generosità così come agli inizi della nostra storia l’apostolo aveva rivolto ai primi cristiani non per farne un comando piuttosto per rendere tutti maggiormente sensibili alle esigenze di fratelli e sorelle che vivono nel disagio e nella povertà», ancora le parole di Fisichella. In particolare, ha concluso, «spero con tutto il cuore che quest’anno si possa riallestire il presidio sanitario in piazza San Pietro e riorganizzare il pranzo con i poveri in Aula Paolo VI, sospesi a causa della pandemia».

14 giugno 2022