Giorno del Ricordo, Meloni: «Omaggio alle vittime delle foibe»
Il post condiviso sui social dalla premier: «Ricordare, dovere di verità e giustizia. L’Italia non dimentica». I messaggi dei presidenti di Senato e Camera La Russa e Fontana
«Nel Giorno del Ricordo rendiamo omaggio alle vittime delle foibe e a tutti coloro che subirono la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, una pagina dolorosa della nostra storia per troppo tempo dimenticata». Lo scrive in un post condiviso sui social oggi, 10 febbraio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Ricordare – prosegue – è un dovere di verità e giustizia, per onorare chi ha sofferto e trasmettere questa memoria alle nuove generazioni. L’Italia non dimentica».
Nella giornata che dal 2004 fa memoria dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa affida ai social la sua riflessione. «L’eccidio delle Foibe e l’esodo di migliaia di italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia sono stati negati, ignorati dai libri di scuola, cancellati dalla memoria nazionale per troppo tempo – ricorda -. Una tragedia che ha visto innocenti brutalmente assassinati dai comunisti di Tito e intere comunità costrette a lasciare la propria terra, trovando poi al loro ritorno in Italia un’accoglienza spesso ingiusta e ostile». La seconda carica dello Stato evidenzia che «dal 2004, con l’istituzione del Giorno del Ricordo, questa pagina di storia ha finalmente riacquistato dignità. Grazie all’iniziativa di Roberto Menia e con una legge che ebbi l’onore di firmare anche io, la memoria di quelle sofferenze è tornata a far parte della coscienza nazionale. Oggi – conclude -, ricordare le vittime non è solo un dovere, ma un impegno fondamentale affinché simili orrori non si ripetano più».
Per il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, «ricordare le vittime delle foibe e l’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati significa rendere omaggio ai nostri connazionali e a chi ha subito ingiustizie e sofferenze indicibili sotto il peso della dittatura comunista e della ferocia titina. La memoria di questi tragici eventi – prosegue – rappresenta un dovere collettivo per il presente e il futuro». Nelle parole di Fontana anche la «profonda gratitudine a chi, con costanza, impegno e determinazione, ha difeso e custodito il ricordo negli anni, mantenendolo vivo per le nuove generazioni. Con sentimenti di vicinanza – conclude -, ci stringiamo alle famiglie delle vittime e degli esuli, perché la loro storia non venga mai dimenticata e sia monito per il futuro».
10 febbraio 2025

