Giorno della memoria, Metsola (Parlamento Ue): «Sempre contro i negazionismi»

La plenaria nell’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz. «Fare di più contro le discriminazioni». La testimonianza di Shashar, sopravvissuta al ghetto di Varsavia

«Schierarsi sempre contro ogni forza di negazionismo e non perdere mai il valore della memoria». Si dice «orgogliosa» Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, di presiedere – ieri, 25 gennaio – un’assemblea nell’emiciclo di Bruxelles che non lascia posto «all’indifferenza» nel giorno della l’anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau nel 1945: «Ricordiamo le vittime dell’Olocausto. Ricordiamo i sei milioni di ebrei, rom, persone della comunità Lgbt e molti altri che sono stati privati della loro dignità a causa della loro fede religiosa, della loro etnia, razza o disabilità».

Metsola ricorda come il percorso che ha portato ad Auschwitz e all’Olocausto è iniziato generazioni prima, con la ricerca del capro espiatorio, il bullismo e la disumanizzazione. «Tutto è iniziato con l’ostracismo di coloro che erano visti come diversi». Per questo è necessario combattere e schierarsi contro i «negazionisti dell’Olocausto, contro i miti del complotto, contro la disinformazione e contro la violenza che deliberatamente prende di mira e individua i membri delle nostre comunità. Perché, nonostante decenni di sforzi, non abbiamo ancora fatto abbastanza per combattere la discriminazione», rileva.

Aella plenaria era presente Irene Shashar, sopravvissuta al ghetto di Varsavia e allo sterminio nazista. «Siamo onorati di averti al Parlamento europeo – le parole della presidente dell’Eurocamera – anche se, cara Irene, nessuno di noi può immaginare la portata del dolore che hai sofferto. Nel giorno della memoria dell’Olocausto, ricordiamo l’importanza di condividere storie come la tua, oggi e per le generazioni a venire. Di proteggere i nostri valori. La storia dell’Europa è una storia di ideali e valori. Si tratta di superare la tragedia. Di costruire ponti tra i popoli. Di trasformare i nemici in partner e amici. Di costruire dalle ceneri».

La presidente ricorda come nel corso degli anni l’Unione europea abbia lavorato duramente per trasformare la vita di milioni di persone, abbattendo barriere con un bagaglio di valori comuni. «Abbiamo raggiunto la libertà – conclude Metsola -, garantito la prosperità e offerto opportunità. Dobbiamo ricordare la storia dell’Europa, ricordare i suoi orrori e a far tesoro dei risultati ottenuti nel superarli. Per capire da dove veniamo e perché e per insegnare queste lezioni ai nostri figli».

26 gennaio 2024