Giovani e tempo libero: più coi videogame che con i genitori

I dati del Rapporto Ipsos per Save the children sullo stile di vita di bambini e ragazzi in Italia. Cena in famiglia ma con la tv accesa. Poco tempo all’aperto

I dati del Rapporto Ipsos per Save the children sullo stile di vita di bambini e ragazzi in Italia. Cena in famiglia ma con la tv accesa. Poco tempo all’aperto

Più ore davanti ai videogame che con i genitori e la cena in famiglia ha spesso un’ospite d’onore a tavola: la tv. È il tempo libero dei giovanissimi italiani così come lo dipinge la ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi in Italia” realizzata da Ipsos e  Gruppo Mondelez per Save the children e presentata oggi, mercoledì 22 giugno, a Roma. L’occasione: il 5° compleanno di “Pronti, partenza, via!”, il progetto che le due organizzazioni portano avanti nelle aree periferiche di 14 città italiane (Milano, Torino, Genova, Ancona, Bari, Sassari, Catania, Palermo, Aprilia, Napoli, Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.

Dall’indagine risulta che 1 ragazzo su 5 dichiara di passare da 1 a 2 ore al giorno giocando con i videogame, mentre è fortemente limitato il tempo libero che i figli trascorrono con i propri genitori al di là dei pasti e senza guardare la tv: per il 36 per cento è meno di un’ora al giorno durante la settimana (il dato in Puglia arriva al 48 per cento). E anche se il 12 per cento dei bambini e ragazzi pranza abitualmente da solo (il 27% dei pugliesi e il 19% di quelli di Ancona), il pasto serale rimane un momento di aggregazione visto che l’84% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di consumarlo in famiglia. Spesso però davanti alla televisione accesa: al 52% dei genitori va bene così, mentre il 41% dei casi borbotta ma si rassegna. Solo il 7% dei ragazzi guarda la tv a pranzo o cena quando i genitori non ci sono.

Quando sono insieme, per ragazzi e genitori il tempo libero trascorre facendo passeggiate insieme (52% che diventa il 60% a Napoli e il 61% a Milano), stando a casa (il 49%, ma il 62% ad Ancona), al centro commerciale (46% che arriva al 65% a Torino), facendo visita a nonni e parenti (44% ma ben il 58% a Napoli). Nel tempo libero passato senza i genitori i ragazzi preferiscono ascoltare musica (52%), leggere (40%) o praticare un hobby (25%). In base a quanto hanno dichiarato i genitori, più di 6 ragazzi su 10 trascorrono il proprio tempo libero a casa (63% che arriva all’89% a Catania), propria o di amici, spesso perché gli adulti di riferimento non hanno tempo di accompagnarli o controllarli fuori casa (35%).

Il poco tempo trascorso all’aperto si traduce anche in più ore davanti a uno schermo: tv, videogiochi o internet. Un ragazzo su 5 dichiara di passare da 1 a 2 ore con i videogame, mentre l’8% vi dedica più di 2 ore al giorno. E l’attenzione dei genitori rispetto alla frequenza e all’uso che i figli fanno di media e nuove tecnologie non è sufficiente: solo il 67% controlla quanto tempo i figli passano davanti alla tv o con i videgame, un dato in diminuzione rispetto al 77% dello scorso anno. Una situazione simile riguarda l’uso di internet: il 3% dei genitori dichiara di non sapere quanto tempo i figli trascorrano navigando in Rete (l’8% ad Ancona) e cosa facciano. Dall’indagine emerge però che il controllo dei genitori su tv, videogame e internet varia a seconda dell’età dei figli, diminuendo al crescere dei ragazzi: il 79% dei genitori di bambini fino a 10 anni controlla la navigazione del figlio, mentre ciò avviene solo per la metà dei genitori con figli tra i 14 e i 17 anni.

La scelta di cosa fare nel tempo libero è fortemente condizionata dalla mancanza nella propria zona di residenza di luoghi pubblici adeguati allo svolgimento di attività all’aperto: tra chi resta a casa, un terzo dei ragazzi lo fa perché non dispone di spazi vicino casa dove incontrare gli amici, mentre un altro terzo lo fa perché questi spazi, anche se presenti, non sono ritenuti sufficientemente puliti o sicuri. Il dato sembra trovare conferma nel fatto che solo poco più della metà dei ragazzi ha nel suo quartiere un giardino o un parco giochi (58% secondo i genitori, 55% secondo i ragazzi, con città come Palermo dove il dato scende al 29%), il 28% ha una palestra (il 16% a Catania) o una piazzetta senza macchine, una pista dove andare in bicicletta, sui pattini o fare skateboard (14% con il picco in ribasso del 3% a Palermo). Ma anche i luoghi esistenti sono spesso in condizioni cattive o appena accettabili (lo dichiara ad esempio il 39% dei ragazzi e il 34% dei genitori in relazione ai parchi giochi o giardini presenti nel proprio quartiere). Per più di 1 ragazzo su 6 in Italia non esiste alcuno spazio pubblico dove giocare, fare attività o incontrare amici.

Cosa sognano i ragazzi per il proprio quartiere? Piste ciclabili o spazi dove andare sui pattini o con lo skateboard (il 34% che balza al 59% a Palermo), parchi giochi immersi nel verde (31% e il 51% a Catania), luoghi di divertimento o aggregazione come i cinema multisala (il 27% con picchi del 37, 36 e 35% a Roma, Ancona e Torino) e aree dove praticare attività sportive come piscine (25%, dato in forte contrazione rispetto al 34% dell’anno precedente ma che si mantiene pressoché invariato in città come Genova con il 33%), campi da calcio (il 16% che a Palermo diventa il 28%) e da basket (11%). Poco più di 1 su 6 sogna una piazzetta senza auto dove giocare e circolare liberamente, il dato diventa il 34% a Napoli e il 29% ad Ancona. Ma c’è anche un 14% di ragazzi che sogna un fast food (il 21% a Roma) e un 13% che vorrebbe un centro commerciale (24% a Sassari).

22 giugno 2016