Giubileo dei Ragazzi, da Reggio Emilia a Roma per il Papa

Venticinque adolescenti di Canali sono stati ospitati dalla parrocchia del Santissimo Sacramento. Il parroco: «Lavoriamo a un gemellaggio»

Venticinque adolescenti di Canali sono stati ospitati dalla parrocchia del Santissimo Sacramento. Il parroco: «Lavoriamo a un gemellaggio» 

In testa la bandana gialla con stampate le opere di misericordia. Al collo la croce realizzata per il Giubileo dei ragazzi e delle ragazze. Si riconoscono da lontano gli adolescenti che hanno partecipato all’evento. A 24 ore dalla Messa presieduta da Papa Francesco a San Pietro, Roma è ancora gremita da giovani giunti da tutta Italia. Sui loro volti un mix tra stanchezza e gioia per aver vissuto un’esperienza che arricchirà il loro cammino di fede. Sono stati ospiti delle parrocchie romane. In quella del Santissimo Sacramento sono state accolte 56 persone della diocesi di Reggio Emilia: 25 adolescenti appartenenti alla parrocchia San Polo d’Enza con i loro 12 animatori, 15 giovani e 4 educatori della frazione di Canali.

A guidarli don Bogdan Marco Rostkowski. Sabato mattina hanno attraversato la Porta Santa a San Pietro e si sono confessati con i sacerdoti sistemati davanti al Colonnato del Bernini. «Abbiamo provato una grande emozione quando abbiamo visto arrivare il Papa in piazza – racconta Taisa, 13 anni –. Purtroppo non ci siamo confessati con lui ma abbiamo fatto foto e video con i cellulari». Palpabile l’emozione nel racconto delle tre giornate. «Sono felicissima di aver visto il Papa dal vivo – prosegue –. Grazie alle sue parole torno a casa più carica». Riccardo, 13 anni, è rimasto sorpreso dal linguaggio usato dal Pontefice. «Ha usato termini a noi familiari è stato come colloquiare con lui e sono molto felice di aver vissuto per la prima volta quest’esperienza con gli amici dell’oratorio».

Elis, 14 anni, porta orgogliosa al collo la grande croce contenuta nel kit del Giubileo dei ragazzi: da un lato c’è il volto di Gesù, dall’altro uno specchio. «Sono un po’ stanca per le lunghe camminate – dice – ma felicissima perché è stata l’occasione per conoscere meglio gli amici dell’oratorio. Torniamo a casa ancora più uniti come veri fratelli». Quella dei ragazzi è una gioia che contagia anche gli educatori. «I giovani non ti ringraziano con le parole ma con i gesti – dice Lucia, 26 anni –. La loro gioia è stato il regalo più bello». Prima di tornare a casa hanno partecipato alla Messa con la comunità della parrocchia che li ha ospitati.

«Ieri il Papa vi ha invitato a diventare
“campioni di vita e di amore” – ha detto don Maurizio Mirilli, parroco al Santissimo Sacramento -. Conservate l’entusiasmo che avete oggi e trasmettetelo ai vostri coetanei che ancora non conoscono Gesù. Siate esempio perché sono ancora pochi i ragazzi che frequentano le chiese e gli oratori». «Da questa esperienza potrebbe nascere un bel gemellaggio tra le nostre parrocchie – ha detto don Marco -. Abbiamo vissuto importanti momenti di fraternità e i ragazzi tornano a casa con un bagaglio di fede arricchito. I più grandi si preparano ora per la Gmg di Cracovia».

 

26 aprile 2016