Gli chef stellati entrano nelle carceri, per un “Pranzo d’amore”

La sesta edizione de “L’altra cucina”, promossa dal Rinnovamento nello Spirito con Prison Fellowship, in 12 strutture. A Rebibbia ai fornelli Francesco Apreda

Sarà la sezione femminile della Casa Circondariale di Rebibbia ad ospitare domani, mercoledì 18 dicembre, la sesta edizione de “L’altra cucina…per un pranzo d’amore”, iniziativa di solidarietà patrocinata dal ministero di Giustizia e promossa da Prison Fellowship Italia onlus, dal Rinnovamento nello Spirito Santo e dalla Fondazione Alleanza, onlus del movimento ecclesiale. Chef stellati del calibro di Giovanni Guarnieri, Ivan Milani, Matteo Baronetto e Carmelo Criscione entreranno in 12 carceri italiane insieme a 600 volontari per offrire uno spaccato di normalità e un anticipo di festività natalizie a 2mila detenuti e detenute. Dalle 12.15 tavola imbandita, pasti gourmet e speciali creazioni per 370 persone a Roma, dove il pranzo, al quale parteciperà anche il vescovo ausiliare del settore Est Gianpiero Palmieri, sarà preparato dallo chef napoletano Francesco Apreda e sarà animato dalle cantanti Teresa De Sio e Loredana Errore. Camerieri per un giorno il regista Pupi Avati, gli attori Sebastiano Somma, Graziano Scarabicchi, Francesco Castiglione, la giornalista Maria Soave, l’attrice Simona Di Bella e la chef Anna Maria Palma.

Un altro modo di celebrare il Natale mettendo «i primi a servizio degli ultimi, facendoli incontrare senza riserve per ricreare un Natale “a sbarre senza sbarre”», ha affermato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa svoltasi questa mattina, 17 dicembre, nel Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. L’incontro, durante il quale è giunto un messaggio di auguri e di apprezzamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato moderato da Arianna Ciampoli, conduttrice di Tv2000, che due anni fa ha preso parte attiva all’evento avviato nel 2014. Un’iniziativa che mira a «rompere il rischio di cedere alla rassegnazione», l’ha definita.  Per questa “visita speciale” dalla grande rilevanza sociale e spirituale, Martinez ha auspicato che i riflettori domani accesi sulle carceri italiane «non spengano dal 19 dicembre quelli delle coscienze. C’è estremo bisogno di avviare un lavoro spirituale, comunitario, culturale, sociale e di concepire la presenza della società civile in luoghi di solitudine e sofferenza». Un “altro Natale” quindi per il quale «c’è una società civile che si attrezza per aggiungere sapore alla solidarietà e restituire umanità e dignità», ha proseguito il presidente del Rinnovamento. Ricordando che Papa Francesco spesso richiama al diritto alla speranza soprattutto per gli ultimi, Martinez ha rimarcato che la società ha il dovere «di rimediare sul piano spirituale ai troppi mali che il nostro tempo genera. Occorre riproporre alla nostra considerazione di credenti e di cittadini il giusto e vero rapporto che deve esistere tra giustizia e misericordia».

Sei anni fa solo il carcere di Rebibbia aderì all’iniziativa e scopo degli organizzatori, che già sono proiettati al prossimo anno, è quello di coinvolgere 24 strutture penitenziarie, come ha dichiarato Marcella Clara Reni, presidente di Prison Fellowship Italia. «Grazie a questa gara d’amore – ha aggiunto – il pranzo rappresenta una speranza concreta di recupero». Per la chef Marianna Vitale, che domani preparerà il pranzo di Natale per i cento ospiti della casa di reclusione di Aversa, l’iniziativa collabora a costruire una comunità umana più giusta e getta le basi per un ponte di pace.

17 dicembre 2019