I Gesuiti verso la congregazione generale

Padre Lombardi: la Compagnia si sposta verso Africa e Asia. Il nuovo Superiore verrà eletto con i “tablet” da 212 padri di 62 Paesi

Padre Lombardi: la Compagnia si sposta verso Africa e Asia. Il nuovo Superiore verrà eletto per la prima volta con i “tablet” da 212 padri provenienti da 62 Paesi

Si riunirà a partire dal 3 ottobre la 36ma Congregazione generale della Compagnia di Gesù, per eleggere il nuovo Superiore generale: il successore di padre Adolfo Nicolas, che ha presentato le sue dimissioni dopo aver raggiunto gli 80 anni di età. Ieri, martedì 27 settembre, la conferenza stampa nella sede della Curia dei Gesuiti, a Borgo Santo Spirito, proprio nell’aula dove per la prima volta si voterà con i tablet invece che con i pulsanti in latino da azionare a mano. A disegnare il ritratto della Compagnia, padre Federico Lombardi, che ha riferito di un «graduale spostamento» dall’Occidente verso Asia e Africa. Stando ai dati 2015 infatti la Compagnia conta 16.740 membri nel mondo, di cui 12mila sono secolari, 1.300 religiosi laici, 2.700 studenti e 753 novizi. In Europa i gesuiti sono 5mila e la cifra è analoga nelle due Americhe. In Asia e in Africa, invece, rispettivamente, 5.600 e 1.600.

Alla prossima Congregazione, la prima dopo l’elezione del primo Papa gesuita della storia, parteciperanno 212 Padri provenienti da 62 Paesi. Le procedure sono state spiegate da padre Orlando Torres, rettore del Collegio internazionale del Gesù: si comincia, ha detto, con una «informazione sullo stato della Compagnia», sulla base della quale «si individuano quali siano le caratteristiche più adatte per il candidato da votare». Seguono quattro giorni «di mormorazioni», cioè di «preghiera, raccoglimento e penitenza» durante i quali i partecipanti «si scambieranno informazioni uno a uno: non ci sono gruppi di pressione o singoli che “fanno campagna” per un candidato, tantomeno uno dei padri può autocandidarsi». Per eleggere il Superiore ci vogliono la metà dei voti più uno, in questo caso quindi 107 voti.  Una volta avvenuta l’elezione, «si telefona al Papa, che è il primo a sapere dell’elezione ma non deve approvarla. Deve semplicemente esserne informato».

una sintonia anche spirituale e di prospettive piuttosto forte in quello che dice e propone alla Chiesa. Però viviamo questo con una grandissima libertà», ha assicurato. Riferendosi poi al quarto voto di fedeltà ai pontefici che caratterizza i seguaci della Compagnia di Gesù ha precisato: «Nessuno di noi ha mai sognato o desiderato un Papa gesuita. Il Papa è il vicario di Cristo, e noi chiediamo a lui quali siano gli orientamenti più urgenti da seguire». Innegabile la gioia per l’elezione di Francesco ma «la Compagnia di Gesù ha lavorato per più di 400 anni e continuerà anche dopo questo pontificato con lo stesso spirito, con la stessa affezione per il vicario di Cristo. Tra qualche anno ce ne sarà un altro: dobbiamo essere capaci di andare avanti anche senza un Papa gesuita». Per padre Torres è «troppo presto» anche per parlare di un “effetto Bergoglio” sulla Compagnia. «Sicuramente – ha detto – c’è un interesse globale per lui, è sui media ogni giorno. Ha avuto in poco tempo un influsso enorme diventando un punto di riferimento non solo per la Chiesa ma per la società civile, su persone che non si interessano di cose di Chiesa, e questo ha anche un influsso sui giovani».

Toccato, nella conferenza stampa, anche il capitolo inerente la Radio Vaticana, «affidata 85 anni fa dal Papa alla Compagnia di Gesù per la sua conduzione – ha riferito padre Lombardi, già direttore dell’emittente -. In questo processo di riforma in corso, la stessa Radio Vaticana come tale scompare, non esiste più, con la sua individuale e precisa identità istituzionale». Rispondendo alle domande dei giornalisti infatti Lombardi ha fatto riferimento alla riforma che ha condotto alla costituzione della Segreteria per la Comunicazione, di cui nei giorni scorsi è stato diffuso lo statuto. «Cambia la situazione – ha commentato -, e molto profondamente. Penso che il nuovo Generale parlerà con il Papa e sentirà se il Papa vuole dire qualcosa di più specifico o se la missione è terminata col cambio di questa situazione». Si tratta quindi di un argomento sul quale «non c’è da prendere decisioni da parte della Congregazione: dipende dal nuovo governo trattare con la Santa Sede sui compiti che la Santa Sede richiede».
Per la fine della Congregazione non è prevista una data: quando i delegati avranno concluso il loro lavoro sarò celebrata una Messa di chiusura presso la chiesa di Sant’Ignazio. Quella del Superiore Generale dei Gesuiti, ha ricordato ancora padre Federico Lombardi, «è un’elezione senza termine: tradizionalmente era a vita, ma per governare con efficacia ed essere in condizione di farlo bene, nelle ultime Congregazioni sono state previste procedure per il caso della rinuncia», accolte dai Papi «senza nessuna difficoltà, in considerazione del venir meno delle forze». Padre Nicolas e il suo predecessore, padre Kolvenbach, che ha retto la Compagnia per 25 anni, hanno previsto e messo in moto il processo di rinuncia con l’avvicinarsi degli 80 anni, e anche padre Arrupe aveva pensato di dimettersi già prima dell’insorgere della malattia.
28 settembre 2016