I leader religiosi al G20: nell’anno del Giubileo, porre fine alla crisi del debito

124 rappresentanti di diverse fedi scrivono ai ministri delle finanze chiedendo di «gettare le basi per un sistema finanziario globale più giusto e resiliente». Richiamando gli appelli del Papa

Cardinali, vescovi, responsabili di congregazioni religiose e rappresentanti di diverse fedi. Sono in tutto 124 i leader religiosi che firmano la lettera indirizzata ai ministri delle Finanze del G20 – riuniti a Johannesburg fino a oggi, 27 febbraio – per chiedere di lavorare per porre fine alla crisi del debito, che paralizza gli sforzi per contrastare la povertà e l’azione sul clima. «Come leader religiosi – scrivono -, siamo profondamente turbati dall’impatto che questa attuale crisi sta avendo sulle vite dei più poveri e vulnerabili in tutto il mondo. Oggi, la necessità di agire è persino maggiore rispetto al Giubileo del 2000, quando è stata lanciata la prima campagna per la riduzione del debito – osservano -: 3,3 miliardi di persone, quasi metà della popolazione mondiale, vivono ora in Paesi che spendono di più per il pagamento del debito che per la salute, l’istruzione o interventi climatici salvavita».

Secondo i rappresentanti delle religioni, le ristrutturazioni del debito secondo il quadro comune del G20 «richiedono tre volte più tempo rispetto ai processi precedenti». con un pesante ruolo dei creditori privati. Parlano di «inefficienza e iniquità», in questi meccanismi; al contrario, c’è bisogno di «un sistema di debito globale equo e funzionale» che è quello previsto dalla tradizione del Giubileo: perdono dei debiti, restituzione della terra, liberazione degli schiavi. Azioni, queste, che esprimono «giustizia, misericordia e riconciliazione», in un patto rinnovato con Dio e in armonia all’interno della comunità. Si tratta, insomma, di «promuovere un quadro di cancellazione del debito che riduca i pagamenti del debito a un livello realmente accessibile, sospenda i pagamenti del debito durante la negoziazione della cancellazione».

Richieste in linea con lo spirito del Giubileo, quelle contenute nel documento, in cui si evidenziano anche la necessità di una legislazione che garantisca la partecipazione dei creditori privati alla cancellazione del debito e l’urgenza di una riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, in modo che i Paesi debitori siano adeguatamente rappresentati, mettendo al centro i diritti umani e ambientali. I leader religiosi chiedono, in particolare, la creazione di una Convenzione sul debito delle Nazioni Unite, per concordare regole sulla risoluzione/regolazione delle crisi del debito, prestiti responsabili e l’istituzione di un registro pubblico del debito globale in modo che tutti i creditori e i governi debitori siano ritenuti responsabili. «Intraprendere queste azioni non solo affronterà la crisi del debito immediata, ma getterà anche le basi per un sistema finanziario globale più giusto e resiliente», scrivono i leader religiosi, invitando i ministri a essere «pellegrini della speranza, che agiscono con coraggio, solidarietà e compassione in questo anno giubilare».

27 febbraio 2025