I leader Ue Von der Leyen e Borrell in settimana a Kiev

La presidente della Commissione e l’Alto rappresentante per la politica estera attesi a giorni. Intanto i soldati russi hanno sequestrato un ospedale vicino a Zaporizhia. Il presidente ucraino Zelensky: «Gli occupanti hanno fatto cose mai viste nemmeno nell’occupazione nazista»

È previsto entro pochi giorni, e comunque in questa settimana, il viaggio a Kiev della missione Ue, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell. «L’Ue condanna con la massima fermezza le denunciate atrocità commesse dalle forze armate russe in un certo numero di città ucraine occupate, che ora sono state liberate», ha dichiarato Borrell, secondo cui le «immagini inquietanti di un gran numero di morti e vittime civili, così come la distruzione di infrastrutture civili, mostrano il vero volto della brutale guerra di aggressione che la Russia sta conducendo contro l’Ucraina e il suo popolo. I massacri nella città di Bucha e in altre città ucraine saranno iscritti nell’elenco delle atrocità commesse sul suolo europeo», prosegue, imputando alle autorità russe la responsabilità di «queste atrocità, commesse mentre avevano il controllo effettivo dell’area. Sono soggette al diritto internazionale e saranno ritenute responsabili di crimini di guerra». E ancora: «Sosteniamo pienamente l’indagine avviata dal Procuratore sui crimini di guerra e contro l’umanità, nonché il lavoro della Commissione d’inchiesta dell’Ohchr. L’Ue assiste il procuratore generale e la società civile ucraini concentrandosi sulla raccolta e la conservazione delle prove dei crimini di guerra», le parole dell’Alto rappresentante per la politica estera.

Anche per Von der Leyen, «le immagini strazianti non possono e non rimarranno senza risposta. Gli autori di questi crimini efferati non devono rimanere impuniti», ha detto riferendo della telefonata avuta ieri pomeriggio, 4 aprile, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, prima dell’inizio dei lavori della plenaria del Parlamento europeo. «Abbiamo deciso di garantire uno stretto coordinamento tra di noi. L’Ue ha istituito una squadra investigativa comune con l’Ucraina per raccogliere prove e indagare sui crimini di guerra e contro l’umanità», ha aggiunto, assicurando che «Eurojust ed Europol sono pronti a intervenire».

Intanto non si fermano attacchi e violenze. L’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia , citata dall’Agenzia Unian, riferisce che nella città di Pologi, nell’Ucraina sud-orientale, i soldati russi hanno sequestrato e minato un ospedale distrettuale: il Central District Hospital. «Al personale medico e ai pazienti è stato vietato di tornare nella struttura – si legge nella nota -. I militari russi feriti sono rimasti in ospedale». Non solo: le forze russe, «nonostante le promesse, non consentono a nessuno di recarsi a Mariupol», denuncia la vice premier Iryna Vereshuck su Telegram. Nonostante il corridoio umanitario aperto per la giornata di oggi, 5 aprile, che dalla città sotto assedio è diretto a Zaporizhzhia, 200 chilometri a nord ovest – uno dei 7 previsti per oggi – l’unica possibilità è quindi evacuare con mezzi propri. Gli occupanti, aggiunge ancora Vereshuck, «hanno bloccato a Mangush i rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Dopo i negoziati, sono stati rilasciati di notte e inviati a Zaporizhzhia».

Delle uccisioni dei civili a Bucha e non solo da parte dei russi il presidente ucraino Zelensky parlerà oggi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In un videomessaggio diffuso nella notte ha anticipato che «nella sola Bucha, sono state uccise e torturate più di trecento persone. È probabile però che l’elenco delle vittime sarà molto più ampio quando verrà ispezionata l’intera città – ha aggiunto -. E questa è solo una città. Ci sono già informazioni che il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere ancora più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate». L’impegno di Kiev, ha assicurato il presidente, è «identificare quanto prima tutte le persone coinvolte nell’esercito russo in questi crimini. E punirle tutte», attraverso «un lavoro congiunto con l’Unione Europea e le istituzioni internazionali, in particolare con la Corte penale internazionale». In molti villaggi dei distretti liberati di Kiev, Chernihiv e Sumy, ha osservato, «gli occupanti hanno fatto cose che la gente del posto non ha visto nemmeno durante l’occupazione nazista 80 anni fa».

Nell’intervento di Zelensky – che oggi parlerà anche al parlamento spagnolo -, l’accusa alla Russia di cercare di coprire i crimini di guerra dei suoi soldati in Ucraina, montando un’operazione di «propaganda». Accuse che Mosca respinge al mittente: «Sono solo una provocazione, una messa in scena. I nostri militari non hanno fatto nulla di quello di cui sono stati accusati. Non è quello che è successo e abbiamo prove che proporremo al Consiglio di Sicurezza», ha assicurato l’ambasciatore all’Onu Vassily Nebenzia. Secondo l’analisi del Cremlino, le uccisioni dei civili sarebbero avvenute dopo il ritiro delle truppe russe da Bucha. Le immagini satellitari analizzate dal New York Times mostrano però una realtà diversa: molti civili sono stati uccisi più di tre settimane fa, quando i russi avevano il controllo della cittadina. Il presidente Usa Joe Biden ha chiesto un processo per crimini di guerra contro Vladimir Puti, mentre l’ambasciatrice Usa all’Onu Linda Thomas-Greenfield ha proposto, insieme a Londra, di sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani di Ginevra. Germania, Francia e questa mattina anche l’Italia hanno deciso di espellere decine di diplomatici russi. Per il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, «tale misura, assunta in accordo con altri partner europei e atlantici, si è resa necessaria per ragioni legate alla nostra sicurezza nazionale, nel contesto della situazione attuale di crisi conseguente all’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa».

Mosca, ha assicurato ai giornalisti la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, non lascerà senza risposta la decisione di Roma. «La Russia darà una risposta pertinente», ha annunciato, come riporta Interfax. «Misure proporzionate» preannunciate anche nei confronti degli altri Stati che hanno espulso i rappresentanti diplomatici del Cremlino. Nel frattempo, per quanto riguarda l’offensiva sul terreno – che secondo il Pentagono «potrebbe durare due mesi o più» -, lo stato maggiore ucraino, nel rapporto operativo pubblicato questa mattina sostiene che i russi «stanno raggruppando le truppe e concentrando gli sforzi sulla preparazione di un’operazione aggressiva nell’est, reintegrando scorte di cibo, carburante, materiali lubrificanti e munizioni. Per stabilire il pieno controllo sul territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk». E l’esercito russo continua a bloccare la città di Kharkiv e a cercare il pieno controllo su Mariupol, con continui bombardamenti di artiglieria che distruggono quartieri residenziali e infrastrutture cittadine, si legge ancora nel rapporto. Denunciati anche «attacchi a Mykolaiv con le munizioni a grappolo vietate dalla convenzione di Ginevra. Gli alloggi civili e le strutture mediche, incluso un ospedale pediatrico, sono stati colpiti. E ci sono stati morti e feriti, compresi bambini».

5 aprile 2022