I ragazzi dell’Acr da Papa Francesco

Rinnovato l’appuntamento in vista del Natale tra il pontefice e una delegazione dei piccoli di Azione cattolica. Il 29 aprile i 150 dell’associazione

«Siamo molto felici di essere qui con te! Ti portiamo i saluti dei nostri amici dell’Acr di tutta Italia e anche del mondo, quelli delle nostre famiglie e delle nostre diocesi». È iniziato con queste parole il saluto di alcuni ragazzi dell’Acr ricevuti ieri mattina, 19 dicembre, in udienza in Vaticano da Papa Francesco. Come avviene tradizionalmente in vista del Natale, i piccoli dell’Azione cattolica hanno rivolto al pontefice i loro auguri di buon Natale, ma anche quelli per gli 80 anni appena compiuti. «Diciamo grazie al Signore – le parole espresse a nome di tutti da Giovanni, 13 anni, della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo – per averti chiamato ad essere Papa e diciamo grazie a te perché ci indichi sempre Gesù come Colui che ci ama e ci riempie di gioia».

I ragazzi, provenienti da 12 diocesi d’Italia, hanno parlato a Francesco del cammino in cui sono impegnati in questo anno associativo, che ha come tema “CIRCOndati di gioia”. Ad accompagarli, i loro educatori, il presidente nazionale di Ac Matteo Truffelli, il vice assistente ecclesiastico generale don Antonio Mastantuono, la responsabile nazionale dell’Azione cattolica dei ragazzi Anna Teresa Borrelli. E ancora, l’assistente centrale Acr don Marco Ghiazza, i consiglieri nazionali e i collaboratori dell’Ufficio centrale Acr. «Stiamo scoprendo che la missione della Chiesa è proprio quella di portare a tutti la gioia del Vangelo – hanno detto i ragazzi -. È la missione di ciascuno di noi. E sei proprio tu il nostro esempio: ogni giorno ci insegni che aiutare gli altri, specialmente i più poveri, anche con un piccolo gesto, può riempire la nostra giornata di gioia. Noi cerchiamo di farlo nelle cose che viviamo ogni giorno: a scuola, in famiglia, nei luoghi del tempo libero. Ma soprattutto, ogni anno ci impegniamo ad essere apostoli di gioia cercando la Pace».

Gli “acierrini” hanno illustrato al Papa anche l’iniziativa di solidarietà che anche quest’anno accompagnerà il mese di gennaio, dedicato alla riflessione e alla preghiera per la pace. “Costruiamo la pace”: questo lo slogan del progetto, nato dalla collaborazione con la cooperativa sociale “Il Tappeto di Iqbal”, che da oltre dieci anni opera nel quartiere Barra, alla periferia di Napoli, per strappare i ragazzi dalle mani della criminalità organizzata. «Sognano di poter collocare un tendone da circo nel cuore del quartiere, perché diventi un simbolo di bellezza, di speranza e di coraggio. E noi vogliamo aiutare questo sogno a diventare realtà!».

Da ultimo, l’appuntamento per il prossimo 29 aprile, sempre in piazza San Pietro, quanto l’associazione intera si ritroverà per festeggiare i suoi 150 anni. «Anche noi ragazzi ci stiamo preparando a vivere questa festa. Stiamo scoprendo che anche i piccoli sono stati importanti in questa storia e che oggi anche noi possiamo dare il nostro contributo per essere amici veri di Gesù e costruire comunità più belle, accoglienti e missionarie. Ci saremo anche noi il 29 aprile in piazza San Pietro per far festa con te ed ascoltare le tue parole. Ti aspettiamo!». E come congedo, una promessa: «Vogliamo aiutarti a costruire una Chiesa piena di gioia».

«Il Natale si avvicina e sono contento di incontrarvi per questo momento gioioso, in cui ci scambiamo gli auguri», ha esordito il Papa ringraziando i ragazzi per la visita, salutandoli «con affetto» e porgendo, attraverso loro, il suo augurio natalizio «all’intera famiglia dell’Azione cattolica italiana». Quindi, rifacendosi al tema dell’anno dell’Acr, Francescosi è soffermato sulla metafora del circo, «che è un’esperienza di fraternità, di gioia e di vita nomade. L’immagine del circo- ha continuato – può aiutarvi a sentire la comunità cristiana e il gruppo nel quale siete inseriti come delle realtà missionarie, che si muovono di paese in paese, di strada in strada “CIRCOndando” di gioia quanti incontrate ogni giorno». In modo speciale i nonni, che il pontefice ha “affidato” alle cure dei ragazzi: «Parlate spesso con i vostri nonni; anche loro hanno questa gioia contagiosa – l’esortazione di Francesco -. Domandate a loro tante cose, ascoltateli, loro hanno la memoria della storia, l’esperienza della vita, e per voi questo sarà un grande dono che vi aiuterà nel vostro cammino. Anche loro hanno bisogno di ascoltarvi, di capire le vostre aspirazioni, le vostre speranze». Questo, dunque, il «compito», per i ragazzi di Ac: «Parlare con i nonni, ascoltare i nonni – ha ribadito il Papa -. Gli anziani hanno la sapienza della vita».

20 dicembre 2016