«I rifugiati non sono merci da stipare in magazzini»

A scriverlo sono una decina di organismi e associazioni cristiani che chiedono la riforma del sistema comune di asilo

A scriverlo sono una decina di organismi e associazioni cristiani che chiedono la riforma del sistema comune di asilo prevista da Dublino IV

Le Chiese europee hanno preparato 14 pagine di commenti alla proposta della Commissione europea di riforma del sistema comune di asilo (Dublino IV). La proposta Ue, scrivono una decina di organismi e associazioni cristiani tra cui la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), «è stata formulata in un momento in cui i Paesi sono soprattutto preoccupati di ridurre gli arrivi di rifugiati e migranti in Europa, piuttosto che per affrontare le lacune sostanziali del sistema» attuale.

Secondo le Chiese c’è bisogno
innanzitutto di «ristabilire la fiducia e la cooperazione tra gli Stati membri» e offrire «giuste possibilità di protezione e opportunità ai rifugiati perché ricostruiscano le proprie vite in modo dignitoso e stabile». Con cura si argomenta tra l’altro perché la procedura pre-Dublino prevista dalla Riforma sia inefficace se non addirittura deleteria; come le proposte per i ricongiungimenti familiari rischino di «prolungare gli attuali tempi di attesa» o come restino inadeguate alcune delle misure per i minori non accompagnati.

Si chiede di non lasciare il peso burocratico sul primo Paese di arrivo e di prendere in considerazione anche i «bisogni, le preferenze e le caratteristiche della persona che chiede protezione come criteri nell’identificare il luogo migliore» in cui accoglierlo, anche a beneficio dei processi d’integrazione: «i rifugiati e chi cerca protezione non sono merci da stipare in magazzini».

 

10 novembre 2016