I titoli dei nuovi cardinali creati da Francesco

A Zuppi la chiesa di Sant’Egidio. Il titolo più antico tra i 13 assegnati, Santa Anastasia al Palatino, all’altro italiano, il cardinale Eugenio Dal Corso

Da sabato 5 ottobre la Chiesa conta 13 nuovi cardinali, creati da Papa Francesco nella basilica di San Pietro. A ciascuno di loro, insieme alla berretta, è andata l’assegnazione di un titolo cardinalizio che, come tradizione, appartiene a una chiesa della diocesi di Roma o a una sua sede suburbicaria. I “tituli” infatti vengono assegnati in ricordo dell’appartenenza originaria dei cardinali al clero romano e simboleggiano ancora oggi l’unità del collegio cardinalizio e la sua funzione di supporto dell’attività del Papa in quanto vescovo di Roma. Ancora, il titolo viene spesso viene assegnato ai nuovi porporati in relazione al legame con determinati luoghi, ordini religiosi o esperienze ecclesiali. È il caso del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, a cui è andato il titolo della chiesa di Sant’Egidio. Zuppi appartiene infatti, fin dai suoi anni trascorsi al liceo Virgilio di Roma, alla Comunità fondata da Andrea Riccardi nella chiesa del ‘600, nel cuore di Trastevere, che viene istituita per la prima volta titolo cardinalizio.

La diaconia di San Girolamo della Carità è stata assegnata al vescovo comboniano spagnolo Angel Ayuso Guixot. L’attuale presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso è il sesto titolare della diaconia istituita nel 1965 da Paolo VI. La chiesa barocca del XVI secolo si trova al centro di Roma, nel rione Regola, a pochi passi dal Tevere e dall’Isola Tiberina. All’arcivescovo portoghese José Tolentino Mendonca, uno dei cardinali più giovani – compirà 54 anni a dicembre – è stata assegnata la diaconia della chiesa dei Santi Domenico e Sisto. L’archivista e bibliotecario è il secondo titolare, dopo l’istituzione nel 2003 ad opera di Giovanni Paolo II. Situata nel cuore della Capitale, in largo Angelicum, la chiesa fu fondata per volere di Pio V e fu completata a metà del ‘600, dedicata al fondatore dell’ordine dei Domenicani e a Papa Sisto II.

Un titolo “giovane” anche per l’arcivescovo indonesiano di Jakarta Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo: quello dello Spirito Santo alla Ferratella, tra l’Eur e la Fonte Ostiense, istituito da Giovanni Paolo II nel 1988. Sempre Wojtyła nel 1994 istituì come titolo cardinalizio la chiesa dei Santi Aquila e Priscilla, al quartiere Portuense, assegnato da Francesco al cardinale Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, arcivescovo cubano di San Cristobal de La Habana. Di recente costruzione, tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, è anche sede parrocchiale. Nata nel XX secolo anche la chiesa di San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa, nel quartiere Della Vittoria, affidata da oltre sessant’anni ai sacerdoti Vocazionisti. Il titolo cardinalizio, istituito per la prima volta nel 1988, è stato assegnato all’africano e cappuccino Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica democratica del Congo).

L’arcivescovo lussemburghese Jean-Claude Hollerich, gesuita, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (Comece), è il nuovo titolare di San Giovanni Crisostomo, nel quartiere di Montesacro: riceve quindi il titolo istituito da Paolo VI nel 1969, praticamente nello stesso anno di fine dei lavori di costruzione del luogo di culto della parrocchia. Nel quadrante opposto della Capitale, a Tor de’Cenci, la parrocchia di San Giovanni Evangelista a Spinaceto, eretta nel 1969 e istituita come titolo cardinalizio nel 1985, affidata ai Figli dell’Amore misericordioso. Il Papa lo ha assegnato ad Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, vescovo di Huehuetenamgo, nel Guatemala. Appartiene alla famiglia salesiana lo spagnolo Cristobal Lopez Romero, attuale arcivescovo di Rabat, in Marocco, titolare di San Leone I, al Prenestino-Labicano, che ha ricevuto il titolo nel 1965 da Paolo VI. Un altro gesuita, lo slovacco-canadese Michael Czerny, è invece il nuovo titolare della diaconia di San Michele Arcangelo, a Pietralata, istituita anch’essa da Montini nel ’65.

Tra i cardinali ultra ottantenni, l’arcivescovo inglese e Padre Bianco Michael Louis Fitzgerald ha ricevuto dal Santo Padre la diaconia storica di Santa Maria in Portico Campitelli, istituita nel ‘600. La chiesa, uno dei più antichi santuari mariani di Roma, si trova nel cuore della città, vicino al Teatro Marcello e proprio nel Medioevo divenne luogo di pellegrinaggio negli anni della peste. Il titolo di Sant’Angela Merici (quartiere Nomentano), invece, istituito recentemente, nel 2014, da Papa Francesco, è stato assegnato al cardinale lituano gesuita Sigitas Tamkevicius, tra i nuovi porporati non elettori, già arcivescovo di Kaunas, in Lituania. Ancora un non elettore per il titolo più antico tra quelli affidati nel Concistoro di sabato scorso, risalente al II secolo con Papa Evaristo: è quello di Santa Anastasia, al Palatino – tra i 25 titolo originari -, assegnato al cardinale Eugenio Dal Corso. Veronese, membro dell’Opera don Calabria, il porporato è arcivescovo emerito di Benguela, in Angola, dove è rimasto come missionario. Un legame, quello con l’Africa, che si ritrova nell’assegnazione del titolo della basilica, che funge da chiesa nazionale per la comunità ghanese di Roma, oltre che per quella indiana di rito siro-malabarese.

7 ottobre 2019