I vescovi del Messico saldi nel servizio ai migranti deportati

La nota della Pastorale della mobilità umana della Conferenza episcopale. «Continueremo a impegnarci affinché nelle nostre case, rifugi e centri di accoglienza trovino riparo e cibo»

A pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump come 47° presidente degli Stati Uniti d’America e dalle annunciate promesse radicali, tra cui la deportazione di migranti, dalla Pastorale della mobilità umana della Conferenza episcopale messicana arriva una nota, diffusa ieri, 22 gennaio, in cui si ribadisce la presenza e l’impegno accanto ai «fratelli e sorelle migranti». A firmarla, il referente Eugenio Lira Rugarcía, vescovo di Matamoros, e il segretario generale Héctor Mario Pérez Villarreal, vescovo ausiliare di Città del Messico.

«Nel bel mezzo di un inverno rigido, molte persone e famiglie in situazione di mobilità stanno vivendo momenti di angoscia, dolore, paura e incertezza di fronte alle disposizioni del governo federale degli Stati Uniti in materia di migrazione – scrivono -. La Pastorale della mobilità umana ribadisce a tutti costoro la propria solidarietà, le preghiere e la determinazione a continuare a servirli». E ancora: «Pur riconoscendo quanto diverse diocesi, sia in Messico sia negli Stati Uniti, in particolare nella zona di confine, e altre iniziative stanno facendo per proteggerli e difenderli, ribadiamo che continueremo a impegnarci affinché nelle nostre case, nei nostri rifugi e nei nostri centri di accoglienza trovino riparo e cibo; sostegno nella cura della loro salute fisica, emotiva e spirituale; aiuto nel contattare le loro famiglie e nell’ottenere la documentazione di cui hanno bisogno; consulenza legale e accompagnamento per le procedure che devono portare a termine», si legge nel testo.

I presuli fanno appello, quindi, a «tutta la società», chiamandola a unirsi a questo sforzo. Si rivolgono in particolare «alle arcidiocesi, alle diocesi, alle parrocchie, agli istituti di vita consacrata, ai seminari, alle case di formazione, alle università e ai collegi cattolici, ai gruppi e alle comunità laicali». Nel contempo, «con il desiderio di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i nostri fratelli e sorelle migranti e deportati, rinnoviamo la nostra disponibilità a unirci agli sforzi delle autorità federali, statali e municipali, così come delle organizzazioni religiose e civili», concludono.

23 gennaio 2025