Il Colosseo si illumina contro la pena di morte
2.100, compresa Roma, le “Città per la vita” che aderiscono all’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio contro la pena di morte
È il Colosseo il monumento simbolo scelto per manifestare l’adesione di Roma Capitale a “Cities for life”, “Città per la vita, città contro la pena di morte”, l’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio che negli anni ha riunito amministrazioni locali e società civili di ogni parte del mondo, fino a raggiungere, a oggi, l’adesione di oltre 2.100 città di 97 Paesi, in tutti i continenti. Proprio al Colosseo si svolge, questa sera alle 18.30, l’evento conclusivo dell’iniziativa, che culminerà con la simbolica illuminazione del monumento, per dire «No alla pena di morte e a ogni sua errata giustificazione, e per far progredire la campagna per una moratoria universale di questa terribile condanna, che oltre ad essere profondamente inumana si è rivelata sempre inefficace per la deterrenza dei reati».
Anche la data non è casuale: il 30 novembre di 230 anni fa infatti, nel 1786, per la prima volta la pena capitale veniva abolita da uno Stato, il Granducato di Toscana. Testimonianze dai bracci della morte saranno lette questa sera, a Roma, nel corso della serata condotta da Luca Barbarossa. Previsto l’intervento di Susan Kigula, ugandese, ex detenuta nei bracci della morte, che dal carcere ha portato avanti una coraggiosa campagna contro la pena capitale. Interverranno anche il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, il presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti e alcuni rappresentanti del Comune di Roma.
30 novembre 2016

