Il Coro diocesano compie 40 anni
Il direttore Frisina racconta le origini: «Tutto nacque dagli incontri di preghiera con i giovani in Seminario». Appuntamento per le corali di tutto il mondo in Vaticano
Una grande famiglia. Composta da persone diverse, che provengono spesso anche da situazioni difficili e lontane. Una famiglia unita e sostenuta dalla fede in Dio, nella quale sono nate tante vocazioni. Una famiglia che vive di volontariato e si dà da fare con lo stesso entusiasmo dei primi giorni. Per monsignor Marco Frisina non ci sono altre parole per descrivere in breve che cos’è oggi il Coro della diocesi di Roma, che festeggia il suo quarantesimo anniversario. Una lunga avventura che iniziò ufficialmente proprio durante il Corpus Domini del 1984.
«Tutto nacque dagli incontri di preghiera quindicinali che si tenevano nel Seminario Romano con i giovani – racconta Frisina, musicista, compositore e fondatore del Coro -. Ero prete da due anni e mi venne questa idea: perché non creare un coro che potesse animare le liturgie diocesane più importanti?». In quel periodo, spiega, l’unica animazione musicale era quella della Cappella Pontificia. «Il cardinale Ugo Poletti, l’allora vicario, accolse con gioia questa mia proposta e iniziammo. Siamo partiti con 100 giovani e la prima celebrazione solenne alla quale abbiamo partecipato fu proprio il Corpus Domini del 2 giugno 1984 con Giovanni Paolo II. Una bellissima coincidenza vuole che anche quest’anno cada lo stesso giorno».
Quarant’anni di momenti indimenticabili, al fianco di tre pontefici. «Ogni Papa è stato per noi un’ispirazione diversa. Abbiamo potuto giovarci delle loro diverse sensibilità, ognuna complementare all’altra. Ricordo con grande trasporto il Giubileo e la Gmg del 2000, che per noi è stato il momento più alto. Così come le celebrazioni solenni di Benedetto XVI, per il quale scrissi un oratorio su san Giuseppe. E infine i momenti originali e bellissimi con Papa Francesco, come la scorsa Giornata mondiale dei bambini. Nel mio cuore c’è anche però l’incontro con Madre Teresa di Calcutta durante una veglia di Pentecoste».
Per l’occasione del quarantesimo, il Coro della diocesi ha promosso un incontro delle corali di tutto il mondo in Vaticano. Un evento organizzato da Nova Opera e patrocinato dal dicastero per la Cultura e l’educazione e dal Pontificio Istituto di musica sacra. Si inizierà il 7 giugno con un convegno moderato da Frisina, al quale parteciperanno grandi esperti di musica sacra e liturgica. «Il tema ci orienterà tutti verso il Giubileo e sarà incentrato anche sul cammino sinodale. Il coro è una delle immagini più belle del Sinodo, perché esprime perfettamente il camminare insieme. La musica permette di creare unità dalla diversità e di coinvolgere anche chi è alla periferia del mondo e ai bordi della Chiesa».
Sabato 8, nell’Aula Paolo VI, ci sarà l’udienza con Papa Francesco e nel pomeriggio si terrà il Grande concerto delle corali, in cui sarà eseguito, oltre a un medley dei brani più significativi dei quarant’anni del Coro, anche l’inedito “Christ is my hope”, composto da Frisina per l’occasione. «Volevo scrivere un canto che potesse essere il continuo di “Jesus Christ you are my life” e potesse portare gioia ed entusiasmo in un momento storico così cupo, facendo eco a quello che il Papa ci dice sempre: vedere in Cristo la nostra speranza e la nostra gioia. Sarà molto entusiasmante ritmicamente, proprio per contrastare questo mondo di bombe, di guerre e di odio. Un brano in cui la fraternità possa trionfare e in questa maniera cambiare la storia, per quanto sia possibile». Infine, domenica 9 la Messa nella basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale Mauro Gambetti e animata da tutti i cantori. Al termine della celebrazione, tutti i coristi pregheranno l’Angelus insieme a Francesco. Un desiderio per i prossimi quarant’anni? «Che questa avventura possa continuare sempre per insegnare a lodare e a far lodare Dio».
3 giugno 2024

