Il giornalismo, «terra di missione»

Nel Giubileo del mondo della comunicazione, l’incontro con Leonard Ray Teel (Georgia State University) e padre Albanese (Ufficio comunicazioni sociali Vicariato). «L’operato del terzo settore trovi lo stesso spazio della narrazione delle azioni dei governi»

Le ong come grandi alleati dei giornalisti per seminare speranza. Le storie dei poveri e degli ultimi al centro. La responsabilità individuale contro le fake news. E la nuova era Trump. Tanti i temi toccati da Leonard Ray Teel, professore emerito di comunicazione della Georgia State University, all’incontro “Il giornalismo come missione”, che si è tenuto oggi pomeriggio, 25 gennaio, nel Palazzo Lateranense, in occasione del Giubileo del mondo della comunicazione. Contemporaneamente, in tutta Roma, si sono svolti per l’occasione altri incontri culturali.

Ray Teel ha invitato i giornalisti a «collaborare maggiormente con le organizzazioni non governative», perché, ha sottolineato, «rappresentano una fonte importante di storie che sono al di fuori delle statistiche. Se poniamo i poveri al centro possiamo creare lavoro, umanizzare il nostro ambiente e crescere attraverso il servizio agli altri».

Sulla stessa scia l’introduzione di padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che ha introdotto l’incontro. «Il tema – ha detto -, che trova il suo radicamento nel magistero di Papa Francesco, ci sta particolarmente a cuore. La speranza è una virtù teologale che deve manifestarsi nella quotidianità della nostra vita attraverso la testimonianza. Uno dei modi più efficaci – ha aggiunto – è quella di dare a voce a chi non ha voce. Il giornalismo sia terra di missione».

In questa prospettiva, Ray Teel ha esortato gli operatori della comunicazione a «prestare maggiore attenzione alle ong, per trovare testimonianze da far emergere». In questo senso, ha parlato anche dell’importanza di «imparare a condurre bene le interviste», uno strumento indispensabile per parlare dei più deboli. «Il racconto dell’operato del Terzo settore – ha aggiunto – trovi lo stesso spazio della narrazione delle azioni dei governi».

Il docente si è soffermato poi sulla pericolosità delle fake news. «Informarsi correttamente è una responsabilità individuale», ha detto ancora Teel, che ha invitato a «consultare sempre fonti diverse e a scegliere quelle più affidabili». Infine, un anche commento sulla nuova era Trump. «Molte persone sono insoddisfatte dell’esito delle elezioni. I giornalisti aprano gli occhi e le orecchie per denunciare eventuali abusi».

Il Giubileo del mondo della comunicazione si concluderà domani, 26 gennaio, con la Santa Messa celebrata nella basilica di S. Pietro da Papa Francesco.

25 gennaio 2025