Il Natale Caritas all’Ostello

La celebrazione presieduta dal direttore don Benoni Ambarus nella sede di via Marsala, alle 14 del 24 dicembre. Con i poveri, partecipano rappresentanti delle amministrazioni e delle istituzioni civili

Ospiti, volontari e operatori. L’intera famiglia della Caritas di Roma si ritroverà insieme per celebrare il Natale il 24 dicembre, alle ore 17. L’appuntamento è in quei locali della Mensa e dell’Ostello che portano il nome del fondatore della Caritas romana don Luigi Di Liegro, in via Marsala 109, per la tradizionale Messa di Natale. A presiederla, il direttore don Benoni Ambarus

Alla celebrazione eucaristica con i poveri prenderanno parte i rappresentanti delle amministrazioni e della istituzioni civili. Quelle con le quali la Caritas collabora ogni giorno, al servizio degli ultimi della città. Per loro ha avviato il Piano Freddo diocesano, un’iniziativa diffusa di accoglienza e accompagnamento che attualmente vede coinvolte parrocchie, un gran numero di volontari e un Centro di Pronta Accoglienza, che ospiterà per 4 mesi circa 70 persone che dormono in strada. A questo spazio di accoglienza al momento 7 parrocchie  hanno deciso di mettere a disposizione altrettanti luoghi in cui cenare con i poveri, stare insieme in modo sobrio e conviviale, passare la notte: in tutto più di 40 posti aggiuntivi. E le adesioni da parte di parrocchie e volontari stanno aumentando di giorno in giorno.

«Ma il Piano Freddo diocesano – spiega don Ambarus – vuole essere ben altro che un’iniziativa strutturata per assistere i poveri nelle loro esigenze. Come ha scritto Papa Francesco, “la sollecitudine dei credenti non può limitarsi a una forma di assistenza – pur necessaria e provvidenziale in un primo momento – ma richiede quella attenzione d’amore che onora l’altro in quanto persona e cerca il suo bene. La salvezza di Dio prende la forma di una mano tesa verso il povero, che offre accoglienza, protegge e permette di sentire l’amicizia di cui ha bisogno”», osserva citando le parole pronunciate nella II Giornata Mondiale dei poveri, il 18 novembre scorso. Il Piano quindi «raggiungerà il suo vero obiettivo se sarà in grado, in questi mesi, di convertire ognuno di noi alla bellezza della fraternità e dell’amicizia, se permetterà ad ognuno di noi di sperimentare la vicinanza al povero come un’esperienza vivificante e liberante, come uno stimolo per pensare le nostre vite in modo diverso, per semplificarle magari di tutto ciò che le appesantisce e per aprirci ad uno stile di vita più rispettoso degli altri, della nostra città e di noi stessi. La perseveranza nell’amore fraterno, nell’amicizia – conclude il direttore Caritas -, testimonia la possibilità concreta di una società diversa, di un modo di pensare e di vivere alternativi, in cui tutte le lacrime, a partire da quelle – spesso trattenute – dei poveri, saranno asciugate».

21 dicembre 2018