Il Papa: « Abbiamo l’opportunità di preparare un domani migliore per tutti»

Il videomessaggio per il lancio della Piattaforma Laudato si’, rivolta a famiglie, comunità parrocchiali e diocesane, istituti religiosi, scuole e università

La risposta al grido della Terra, l’ascolto del grido dei poveri, l’economia ecologica, l’adozione di uno stile di vita semplice, l’educazione ecologica, la spiritualità ecologica e l’impegno comunitario. Sono questi gli obiettivi che accompagnano il cammino della “Piattaforma di iniziative Laudato si'”, lanciata ieri, 25 maggio, da Papa Francesco con un videomessaggio. Un percorso rivolto a famiglie, comunità parrocchiali e diocesane, scuole e università, ospedali, imprese, aziende agricole ed istituti religiosi. «Un cammino di sette anni – spiega il pontefice – che vedrà impegnate in diversi modi le nostre comunità, perché diventino totalmente sostenibili, nello spirito dell’ecologia integrale».

Nel videomessaggio Francesco rinnova ancora una volta l’esortazione rivolta a tutte le persone di buona volontà a «prendersi cura della Terra, che è la nostra casa comune» e che da tempo «soffre per ferite che noi provochiamo a causa di un atteggiamento predatorio, che ci fa sentire padroni del pianeta e delle sue risorse e ci autorizza a un uso irresponsabile dei beni che Dio ci ha dato». Oggi, prosegue il Papa, «queste ferite si manifestano drammaticamente in una crisi ecologica senza precedenti, che interessa il suolo, l’aria, l’acqua e, in genere, l’ecosistema in cui gli esseri umani vivono. L’attuale pandemia, poi, ha portato alla luce in modo ancora più forte il grido della natura e quello dei poveri che ne subiscono maggiormente le conseguenze, evidenziando che tutto è interconnesso e interdipendente e che la nostra salute non è separata dalla salute dell’ambiente in cui viviamo».

Di qui l’invito a «un nuovo approccio ecologico, che trasformi il nostro modo di abitare il mondo, i nostri stili di vita, la nostra relazione con le risorse della Terra e, in generale, il modo di guardare all’uomo e di vivere la vita». E Francesco indica anche la strada da seguire: quella di «un’ecologia umana integrale, che coinvolge non solo le questioni ambientali ma l’uomo nella sua totalità, diventa capace di ascoltare il grido dei poveri e di essere fermento per una nuova società». Il pensiero è innanzitutto per le generazioni future. «Che mondo vogliamo lasciare ai nostri bambini e ai nostri giovani?», è la domanda del pontefice. «Il nostro egoismo, la nostra indifferenza e i nostri stili irresponsabili stanno minacciando il futuro dei nostri ragazzi! Rinnovo allora il mio appello: prendiamoci cura della nostra madre Terra, vinciamo la tentazione dell’egoismo che ci rende predatori delle risorse, coltiviamo il rispetto per i doni della Terra e della creazione, inauguriamo uno stile di vita e una società finalmente ecosostenibili: abbiamo l’opportunità di preparare un domani migliore per tutti. Dalle mani di Dio abbiamo ricevuto un giardino, ai nostri figli non possiamo lasciare un deserto».

A 6 anni dalla pubblicazione della Laudato si’, con l’Anno Laudato si’ appena concluso, si tratta di proseguire il cammino su una strada nuova, intraprendendo «azioni profetiche». Molti giovani, ricorda Francesco, «stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose. Sono delusi da troppe promesse disattese, da impegni presi e trascurati per interessi e convenienze di parte. I giovani – prosegue – ci ricordano che la Terra non è un bene da sciupare ma un’eredità da trasmettere; che sperare nel domani non è un bel sentimento, ma un compito che richiede azioni concrete oggi. A loro dobbiamo risposte vere, non parole vuote; fatti, non illusioni».

26 maggio 2021