Il Papa ai nuovi cardinali: «Amate, benedite e pregate»

Accedono al Sacro collegio 17 porporati provenienti da diverse parti del mondo. Tredici sono elettori. Al termine hanno salutato Benedetto XVI

Accedono al Sacro collegio 17 porporati provenienti da diverse parti del mondo. Tredici sono elettori. Al termine hanno salutato Benedetto XVI 

Il segno della cattolicità della Chiesa. Ma anche il segno dell’impegno, della testimonianza, della vicinanza ai bisognosi, in senso materiale o spirituale. Questo rappresentano i 17 cardinali creati da Papa Francesco alla vigilia della chiusura dell’Anno Santo straordinario. «Ci ha chiamati – ha detto il cardinale Mario Zenari, nunzio in Siria, nel saluto letto a nome dei nuovi porporati – dalla regione considerata come la “culla del cristianesimo” e dove per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani; dalle giovani e dinamiche Chiese; dal vecchio continente e dal nuovo mondo».

Diversificate anche le storie di ogni nuovo cardinale: «Servizio della Santa Sede, ministero pastorale, coraggiose testimonianze di fede. Qualcuno di noi – ha proseguito Zenari – viene da luoghi dove molti, milioni, sono i malcapitati, adulti e bambini, lasciati morti o mezzi morti sulle strade dei loro villaggi e quartieri, o sotto le macerie delle proprie case e scuole, a causa di efferate violenze e di sanguinosi, disumani e inestricabili conflitti, le cui tragiche conseguenze ricadono assai spesso sulle inermi popolazioni civili. Alcune regioni del mondo sono divenute così luoghi di esercizio delle opere di misericordia a tutto campo per tanti Buoni Samaritani».

Questa è la Chiesa di Francesco, di cui il Sacro Collegio è sempre più diretta espressione, sempre più configurato a quel modello di “Chiesa in uscita” tanto caro al Papa. Lo ha ribadito anche nel corso dell’omelia pronunciata dopo la lettura del passo di Luca che molti hanno chiamato “il discorso della pianura”. La «chiamata degli Apostoli è accompagnata da questo “mettersi in cammino” verso la pianura, verso l’incontro con una moltitudine che, come dice il testo del Vangelo, era tormentata».

Da qui il Pontefice ha preso spunto per richiamare i cardinali e la Chiesa alla propria missione: «La vera vetta si raggiunge nella pianura, e la pianura ci ricorda che la vetta si trova in uno sguardo e specialmente in una chiamata: Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Come vivere tutto ciò «nella quotidianità dell’esistenza»? Secondo il Papa, con «quattro azioni che daranno forma, daranno carne e renderanno tangibile il cammino del discepolo. Amate, fate il bene, benedite e pregate».

Il problema, ha sottolineato il Pontefice, è quando queste azioni devono essere dirette verso i nemici, come chiede Gesù. Ma «nel cuore di Dio non ci sono nemici, Dio ha solo figli. Noi innalziamo muri, costruiamo barriere e classifichiamo le persone. Dio ha figli e non precisamente per toglierseli di torno. L’amore di Dio ha il sapore della fedeltà verso le persone, perché è un amore viscerale, un amore materno/paterno che non le lascia nell’abbandono, anche quando hanno sbagliato. Sapere che Dio continua ad amare anche chi lo rifiuta è una fonte illimitata di fiducia e stimolo per la missione. Nessuna mano sporca può impedire che Dio ponga in quella mano la Vita che desidera regalarci».

Il Papa ha anche messo in guardia
dal «virus della polarizzazione e dell’inimicizia» che rischia di insinuarsi «tra di noi, dentro le nostre comunità, i nostri presbiteri, le nostre riunioni». E ha concluso ricordando ai nuovi cardinali che «il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore».

Dei 17 nuovi cardinali, 13 sono elettori: il nunzio Zenari, gli arcivescovi Nzapalainga, di Bangui, Osoro Sierra, di Madrid, da Rocha, di Brasilia, Cupich, di Chicago, D’Rozario, di Dhaka, Porras Cardozo, di Mérida, De Kesel, di Malines-Bruxelles, Aguiar Retes, di Tlalnepantla, Ribat, di Port Moresby, Tobin, di Newark, Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, e il vescovo Piat, di Port-Louis. I quattro ultraottantenni sono Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur, Corti, vescovo emerito di Novara, Koto Khoarai, emerito di Mohale’s Hoek ed Ernest Simoni, sacerdote di Scutari. Tutti, al termine del rito, sono andati con Francesco a salutare il Papa emerito Benedetto nella sua residenza del monastero Mater Ecclesiae.

21 novembre 2016