Il Papa al Gemelli, «toccato dai messaggi di affetto e vicinanza»

Nella quarta giornata di ricovero, emesso il secondo bollettino medico, che parla di «condizioni cliniche stazionarie». Francesco, informa la Sala stampa vaticana, «continua a essere apiretico e sta proseguendo la terapia». La telefonata alla parrocchia di Gaza

«Le condizioni cliniche sono stazionarie». Nella quarta giornata di ricovero del Papa al Policlinico Gemelli, il secondo bollettino riferisce che Francesco «continua a essere apiretico – informa la Sala stampa vaticana – e sta proseguendo la terapia prescritta». Questa mattina, prosegue la nota, «ha ricevuto l’Eucaristia e successivamente si è dedicato ad alcune attività lavorative e alla lettura di testi».

Papa Francesco, si legge ancora nella nota diffusa questa sera, 17 febbraio, «è toccato dai numerosi messaggi di affetto e vicinanza che continua a ricevere in queste ore; in particolar modo intende rivolgere il proprio ringraziamento a quanti in questo momento sono ricoverati in ospedale, per l’affetto e l’amore che esprimono attraverso i disegni e i messaggi augurali; prega per loro e chiede che si preghi per lui».

Nessuna sostanziale novità, dunque, rispetto al «quadro clinico complesso» definito nel primo bollettino, emanato nella mattina di oggi, in cui si parlava di una «infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato un’ulteriore modifica della terapia».

In serata, Francesco ha anche telefonato nuovamente alla parrocchia latina di Gaza, intitolata alla Sacra Famiglia, per salutare i fedeli che sono rifugiati all’interno. Lo ha riferito all’Agenzia Sir il parroco padre Gabriel Romanelli: «Questa sera ci ha chiamato il Papa dall’ospedale. Lo abbiamo salutato. Era stanco però aveva una voce chiara. Ci ha chiesto come stavamo e ci ha ringraziato per le preghiere. Alla fine della telefonata ci ha impartito la sua benedizione». Ieri sera il Papa aveva inviato solo un messaggio alla parrocchia.

Una consuetudine, quella della chiamata serale, che dura da quando è scoppiata la guerra tra Israele e Hamas: praticamente ogni sera, quando la connessione lo consente, alle 19 (le 20 in Italia) Francesco videochiama la parrocchia per salutare il parroco, anche lui di origini argentine, il suo vicario padre Youssef, le religiose che sono lì e i fedeli.

17 febbraio 2025