Il Papa all’ambasciata russa
La conferma dalla Sala stampa vaticana. Intanto si combatte a Kiev, dove si aspettano i tank russi. Il governo ucraino incoraggia la popolazione a resistere
Papa Francesco si è recato questa mattina, 25 febbraio, all’ambasciata russa presso la Santa sede, in via della Conciliazione, guidata dall’ambasciatore Alexander Avdeev. Lo conferma la Sala stampa della Santa Sede. Una visita durata oltre mezz’ora, voluta, ovviamente, per manifestare la preoccupazione per la guerra scoppiata dopo l’attacco militare di ieri nei confronti dell’Ucraina. Attacco che in queste ore è arrivato fino alla Capitale Kiev, dove secondo l’Afp, sono in corso combattimenti nel quartiere settentrionale mentre altri media internazionali riferiscono di spari nella zona degli edifici governativi.
Testimonianze locali, informa l’Ansa, parlano anche di carri armati dell’unità Z dell’esercito russo, senza insegne, che stanno avanzando in centro città, dove si susseguono le esplosioni. In ogni caso, mentre Kiev si prepara per un possibile arrivo delle truppe russe il governo ucraino sui social incoraggia la popolazione a resistere realizzando anche bottiglie incendiare per respingere gli occupanti. L’Ucraina infatti, secondo un consigliere del ministro dell’Interno ucraino citato dai media locali, «si aspetta un attacco dei tank russi a Kiev oggi, che potrebbe essere il giorno più difficile della guerra. Ma i difensori di Kiev, ha aggiunto il consigliere, «sono pronti con missili anticarro forniti da alleati stranieri».
Secondo le agenzie russe Tass e Interfax, Zelensky ha di nuovo invitato il presidente russo Putin, a sedersi ad un tavolo delle trattative. Intanto da parte sovietica il ministro degli Esteri Serghiei Lavorv ha dichiarato: «Ci vendicheremo contro le sanzioni dell’Occidente», ribadendo che la Russia intende «liberare gli ucraini dall’oppressione». Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax, ha spiegato ai giornalisti che «Volodimir Zelensky è il presidente dell’Ucraina», confermando che la Russia continua a riconoscerlo nel suo ruolo. Ma la precisazione è arrivata da Lavrov: «Non c’è la possibilità di riconoscere l’attuale governo come democratico».
Nella notte, rende noto il presidente dell’Associazione europea Italia-Ucraina Fabio Prevedello, «Romania e Polonia hanno aperto le frontiere. Fanno passare donne, bambini e anziani. C’è assistenza aiuto e sostegno per i profughi appena passato il confine. Ci sono lunghe code ma ci si muove. È permesso il passaggio con qualsiasi documento che dimostra l’identità», informa. L’offensiva infatti, come ha evidenziato il premier Mario Draghi nell’informativa di questa mattina alla Camera dei deputati, ha già colpito «in modo tragico» la popolazione. Stando a fonti Onu, almeno 25 civili sono stati uccisi e altri 102 sono rimasti feriti in Ucraina in seguito a bombardamenti e raid aerei; dall’inizio dell’invasione, precisano, si registrano almeno 127 vittime civili.
Sempre nella notte, l’esercito russo ha assediato varie città lungo la strada tra il confine e Kiev, arrivando a raggiungere un aeroporto a 130 chilometri dalla Polonia. L’esercito russo, riferisce alla Tass il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov, ha distrutto 14 sistemi antimissilistici e abbattuto «cinque aerei da guerra, cinque droni e un elicottero». Smantellate anche 36 stazioni radar. «Sono stati distrutti – ha concluso il portavoce – 18 carri armati e altri tipi di veicoli da combattimento, 7 lanciarazzi, 41 veicoli a motore militari e 5navi militari». Il sindaco di Gorlovka, nell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, rende noto a Telegram che «due insegnanti sono stati uccisi in un attacco alla scuola numero 50», dove c’è stato anche un ferito. Secondo il presidente ucraino Zelensky, le forze russe prendono di mira anche le aree civili dell’Ucraina, ma la Russia, ha aggiunto, dovrà «parlare» con l’Ucraina «prima o poi» per porre fine ai combattimenti. Intanto le forze ucraine «fanno tutto il possibile», ancora le parole del presidente, che ha elogiato la popolazione per l’«eroismo» davanti all’avanzata russa.
25 febbraio 2022

