Il Papa: «Cantare ci ricorda che siamo Chiesa in cammino»

Celebrata da Leone XIV la Messa nella solennità di Cristo Re dell’universo, in occasione del Giubileo dei cori e delle corali. In piazza San Pietro, 40mila pellegrini da 117 Paesi. «Condividere con tutti la vocazione alla lode e alla gioia»

In una piazza San Pietro baciata dal sole, circa 40mila pellegrini provenienti da 117 Paesi hanno partecipato ieri, 23 novembre, ultima domenica dell’anno liturgico, solennità di Cristo Re, alla Messa che Papa Leone ha presieduto in occasione del Giubileo dei cori e delle corali. Nella sua omelia, il pontefice ha preso spunto dal ritornello del salmo responsoriale per ricordare un aspetto spesso dimenticato della preghiera, la lode a Dio: «La liturgia odierna ci invita a camminare insieme nella lode e nella gioia incontro al Signore Gesù Cristo Re dell’universo. Il suo potere è l’amore» e «quest’amore è anche l’ispirazione e il motivo del vostro canto» attraverso il quale «possiamo dire ciò che portiamo nel profondo del nostro cuore e che non sempre le parole possono esprimere». Leone ha ricordato a coristi e musicisti che il loro compito è coinvolgere i fedeli «nella lode a Dio e renderli maggiormente partecipi dell’azione liturgica attraverso il canto. Oggi – ha detto – esprimete appieno il vostro “iubilum”, la vostra esultanza, che nasce dal cuore inondato dalla gioia della grazia».

Nelle parole del Papa, «far parte di un coro significa avanzare insieme prendendo per mano i fratelli, aiutandoli a camminare con noi e cantando con loro la lode di Dio, consolandoli nelle sofferenze, esortandoli quando sembrano cedere alla stanchezza, dando loro entusiasmo quando la fatica sembra prevalere. Cantare ci ricorda che siamo Chiesa in cammino, autentica realtà sinodale, capace di condividere con tutti la vocazione alla lode e alla gioia, in un pellegrinaggio d’amore e di speranza. Il vostro è un vero ministero che esige preparazione, fedeltà, reciproca intesa e, soprattutto, una vita spirituale profonda, che, se voi cantando pregate, aiutate tutti a pregare». Leone ha infine messo in guardia dalla tentazione «dell’esibizione, che esclude la partecipazione attiva al canto di tutta l’assemblea liturgica. Siate, in questo, segno eloquente della preghiera della Chiesa, che attraverso la bellezza della musica esprime il suo amore a Dio. Vigilate affinché la vostra vita spirituale sia sempre all’altezza del servizio che svolgete».

Ma il Giubileo dei cori e delle corali è stato anche una rilevante occasione culturale. Il dicastero per l’Evangelizzazione ha infatti organizzato alcuni concerti, sulla scia di quelli giubilari – “Armonie di speranza” -, dal titolo “Una sola voce nei secoli”. Così, nel pomeriggio, quattro chiese del centro storico di Roma (S. Maria in Campo Marzio, S. Agnese in Agone, s. Luigi dei Francesi e S. Salvatore in Lauro) hanno accolto altrettanti momenti musicali, ognuno dedicato a una differente stagione della coralità liturgica. Un’iniziativa, spiega una nota del dicastero, «che si sviluppa nel contesto della rassegna culturale “Il Giubileo è cultura”», lungo «un percorso liturgico-musicale che presenta, in forma di pellegrinaggio artistico, la ricchezza e la pluralità delle forme corali nate all’interno della tradizione sacra occidentale. La proposta si fonda sull’idea che il canto corale non sia semplicemente esecuzione estetica, ma linguaggio capace di esprimere, in stile e timbro differenti, la stessa fede della Chiesa lungo i secoli».

24 novembre 2025