Il Papa indice il Giubileo: «È il tempo della misericordia»

Letta, davanti alla Porta Santa di San Pietro, la Bolla d’indizione: «Offrire a tutti la via del perdono e della riconciliazione»

Letta, davanti alla Porta Santa di San Pietro, la Bolla d’indizione: «Offrire a tutti la via del perdono e della riconciliazione»

«Non è il tempo per la distrazione, ma per rimanere vigili e risvegliare in noi la capacità di guardare all’essenziale», questo è «il tempo della misericordia». Alla vigilia della domenica dopo la Pasqua, quella in cui San Giovanni Paolo II ha istituito la festa della Divina Misericordia, le parole di Papa Francesco hanno chiarito più approfonditamente il senso dell’Anno Santo straordinario che si aprirà il prossimo 8 dicembre. Parole impresse nella bolla d’indizione e consegnate, nel pomeriggio di sabato 11 aprile, dallo stesso Papa Francesco ai quattro cardinali arcipreti delle Basiliche papali romane e a diversi esponenti, e rappresentanti dei dicasteri vaticani, delle Chiese orientali, del continente asiatico e di quello africano.

È toccato a padre Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia e protonotario apostolico, l’onore di leggere alcuni passi del documento davanti alla Porta santa di San Pietro. Nella Bolla, Francesco ha voluto sottolineare l’importanza della data scelta per l’apertura, solennità dell’Immacolata concezione e cinquantesimo anniversario della conclusione del concilio Vaticano II: «La Chiesa – scrive il Papa nel documento – sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso nella sua storia. Sentiva la responsabilità di essere nel mondo il segno vivo dell’amore del Padre».

E come il Padre, Francesco vuole che la Chiesa sia misericordiosa con i suoi figli. Un atteggiamento, questo, che non è «affatto segno di debolezza, ma piuttosto la qualità dell’onnipotenza di Dio che sarà per sempre nella storia dell’umanità come Colui che è presente, vicino, provvidente, santo e misericordioso». Durante l’Anno Santo, dopo l’apertura della Porta Santa di San Pietro (l’8 dicembre 2015), di San Giovanni in Laterano nella Terza di Avvento e nelle altre basiliche papali, per volere di Francesco ogni chiesa locale aprirà la sua “Porta della Misericordia” «nella cattedrale che è la Chiesa Madre per tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chiesa di speciale significato. A scelta dell’Ordinario – prosegue il Papa nella Bolla – la porta potrà essere aperta anche nei santuari, mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazie e trovano la via della conversione».

Parte fondamentale della Bolla papale, poi, l’invito a «spezzare la barriera di indifferenza che umilia, l’abitudinarietà che anestetizza l’animo, il cinismo che distrugge». E un modo per «risvegliare la coscienza assopita» il Papa lo indica chiaramente nel documento: «Il popolo cristiano rifletta sulle opere di misericordia corporale e spirituale: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti» e ancora «consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti».

«La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente». Nessuno, insiste Francesco, neanche «gli uomini e le donne che appartengono a un gruppo criminale» o le «persone fautrici o complici di corruzione», che è una «piaga putrefatta della società» e un «grave peccato che grida verso il cielo». Per tutti, spiega il Papa, il Giubileo dovrà essere «segno della tenerezza di Dio» e «tempo favorevole per curare le ferite, per non stancarci di incontrare quanti sono in attesa di vedere e toccare con mano i segni della vicinanza di Dio, per offrire a tutti la via del perdono e della riconciliazione».

 

13 aprile 2015