Il Papa: «Le popolazioni sono stanche della guerra»
Al termine dell’Angelus, l’appello per il Sudan e per i tanti conflitti dimenticati. «Preghiamo senza stancarci e chiediamo il dono di menti e cuori che si dedichino alla pace»
Il Sudan, anzitutto, ma anche il Mozambico, e poi l’Europa, dalla Palestina all’Ucraina. Al termine dell’Angelus di ieri, 18 febbraio, il Papa ha esortato a «non dimenticare», oltre alle guerre al centro dell’attenzione negli ultimi mesi, «tanti altri conflitti che insanguinano il Continente africano e molte parti del mondo: anche l’Europa, la Palestina, l’Ucraina».
Nel suo appello, Francesco si è rivolto alle parti belligeranti in Sudan, chiedendo di «fermare questa guerra», e ha chiesto che torni la pace in Mozambico, dove nei giorni scorsi è stata anche incendiata la missione cattolica di Nostra Signora d’Africa a Mazeze. «Non dimentichiamo: la guerra è una sconfitta, sempre – ha ribadito -. Ovunque si combatte le popolazioni sono sfinite, sono stanche della guerra, che come sempre è inutile e inconcludente, e porterà solo morte, solo distruzione, e non porterà mai la soluzione dei problemi. Preghiamo invece senza stancarci – ha aggiunto -, perché la preghiera è efficace, e chiediamo al Signore il dono di menti e di cuori che si dedichino concretamente alla pace».
19 febbraio 2024

