Il Papa: «Mai spegnere la luce di Cristo»

Nella festa del Battesimo del Signore, Francesco ha battezzato 16 bambini nella Cappella Sistina. Da loro l’esempio di come si riceve la fede, «con innocenza, con apertura di cuore». A genitori e padrini: «Che i bambini sappiano la data del battesimo»

Sedici bambini, 9 maschietti e sette femminucce, sono stati battezzati da Papa Francesco ieri mattina, domenica 7 gennaio, durante la Messa celebrata nella Cappella Sistina nella festa del Battesimo del Signore. Quella del battesimo dalle mani del pontefice nella prima domenica dopo l’Epifania è una tradizione iniziata con Giovanni Paolo II. Tra i piccoli, per lo più figli di dipendenti vaticani, anche due gemellini, Luigi Matteo e Giulia Senna Maria.

I neonati che hanno ricevuto il dono della fede sono stati «i protagonisti» della cerimonia perché hanno dato «la testimonianza di come si riceve la fede: con innocenza, con apertura di cuore», ha spiegato il vescovo di Roma nella breve omelia tenuta a braccio. I bambini, compresi i fratellini e le sorelline maggiori dei battezzati, sono stati tutti abbastanza tranquilli durante la liturgia svoltasi sotto la grandiosa volta affrescata con il Giudizio universale di Michelangelo. Alcuni hanno continuato a dormire anche mentre Francesco amministrava il sacramento, altri non hanno rinunciato al biberon. Di tanto in tanto si udiva qualche pianto ai quali le mamme hanno posto immediatamente fine con le coccole e il ciuccio.

Un brusio tutt’altro che fastidioso, tanto che lo stesso Papa aveva avvertito i genitori che i piccoli potevano «parlare, andare, gridare. Loro comandano, perché è la loro festa: riceveranno il dono più bello, il dono della fede, il dono del Signore – ha aggiunto Francesco -. Se piangono – per il momento sono silenziosi, ma è sufficiente che uno dia la nota e incomincia il concerto – lasciateli piangere; se hanno fame, allattateli, tranquilli, qui. Se hanno caldo, togliete le vesti, che a volte il caldo fa male».

Rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine – alcuni dei quali “rapiti” dal ciclo di affreschi michelangioleschi sulla volta della Cappella Sistina – il vescovo di Roma ha augurato che la loro vita «sia di aiuto per questi bambini, di aiuto per la crescita. Vi auguro di accompagnarli nella crescita, perché questo è un modo di aiutare, affinché la fede cresca in loro. Grazie tante per la vostra testimonianza, per averli portati qui a ricevere la fede».

Il lungo rito è stato scandito da diversi gesti e segni tra i quali l’unzione con l’olio dei catecumeni sul petto dei singoli battezzandi, la preghiera di esorcismo e l’unzione con il sacro crisma sul capo di ogni battezzato, la consegna della veste bianca a ogni bambino, compiuti, a nome del Papa, dai due concelebranti, i cardinali Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, e Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Dopo l’accensione della candela al cero pasquale da parte dei papà, Bergoglio ha invitato i genitori dei battezzati a portare la candela a casa. «Nei momenti difficili della vita – ha rimarcato – guardatela perché questa candela significa le radici cristiane delle vostre famiglie. Mai spegnere quella luce di Cristo nel nostro cuore». Prima della benedizione – e anche durante la recita dell’Angelus in cui ha rivolto un nuovo appello per la pace – il Papa ha invitato a festeggiare il giorno del battesimo come avviene per il compleanno. «Che i bambini sappiano la data del battesimo – ha detto -. È la data della nascita. Nel battesimo sono diventati cristiani. Insegnatela ai bambini per festeggiarla tutti gli anni». Al termine della Messa Francesco si è intrattenuto qualche istante con le famiglie dei neobattezzati.

8 gennaio 2024