Il Polo della Carità “Don Puglisi”, «segno tangibile di speranza per la comunità»

La struttura della Caritas inaugurata al Tiburtino III: luogo di aggregazione e accoglienza, con molti servizi. Il cardinale Feroci: «Un piccolo granello di senape, che crescerà»

«Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto». Le parole bel beato don Pino Puglisi spiccano sulla targa del nuovo “Polo della carità” inaugurato ieri pomeriggio, 11 giugno, dalla Caritas romana nel quartiere Tiburtino III. Il centro, dedicato al sacerdote ed educatore siciliano, martire di giustizia ucciso dalla mafia per il suo forte impegno per la legalità, sarà un luogo di aggregazione e di accoglienza giovanile, nonché un punto di riferimento per le famiglie, offrendo numerosi servizi: il Centro di aggregazione giovanile 5D, lo sportello lavoro “Officina delle opportunità”, il centro di accoglienza per minorenni Casa Giona, il servizio di sostegno psicologico per persone fragili e un centro pastorale per le comunità parrocchiali del territorio.

«Un piccolo granello di senape, che crescerà e donerà tanta speranza», lo ha definito il cardinale Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana fino al 2018, che ha benedetto il luogo e ha guidato una preghiera. «Oggi siamo qui proprio a seminare speranza, che deriva dal servizio e dall’impegno di tutti – ha rimarcato il porporato -. Essa poggia su due certezze: sul fatto che è il Signore che conduce la storia e sul fatto che il centro sia stato intitolato a don Pino Puglisi. Egli, infatti, donando la propria vita, ha messo nel cuore di molte persone tanta speranza per il futuro».

Il Polo si muoverà proprio con questo obiettivo, ha sottolineato Giustino Trincia, direttore della Caritas romana. «Vogliamo impegnarci per far sì che questa realtà, come ci esorta Papa Francesco in vista del Giubileo, possa costituire un segno tangibile di speranza, rivolto a tutta la comunità che vive qui, al Tiburtino III e nella città di Roma. Ma più in particolare ai giovani e ai migranti, che più di tutti hanno bisogno di non veder crollare i loro sogni e di essere messi in grado di esprimere i loro molteplici talenti», ha detto il diacono.

Il vescovo Daniele Salera, ausiliare per il settore Nord, ha ringraziato il direttore della Caritas per l’iniziativa e le suore Sacramentine. Il vescovo ha ricordato che le sorelle donarono nel 2000 alla diocesi l’edificio, che era allora una scuola. «Il Giubileo si collega dunque provvidenzialmente a questa casa e a tutto ciò che sarà offerto – ha detto Salera -. Quanto qui verrà proposto sarà vissuto come animazione dell’intero settore attraverso l’attività dei referenti dell’equipe Caritas che saranno presenti nell’edificio. Questa realtà sarà dunque il cuore pulsante delle varie comunità del territorio», ha aggiunto il vescovo.

Gli ha fatto eco il vescovo Benoni Ambarus, ausiliare delegato dell’ambito della Diaconia della carità. «Il Polo è un lungo sogno che non finisce oggi, ma ricomincia con un nuovo corso. Un nuovo corso che trasmetterà bellezza, cercando di favorire un accorciamento delle relazioni nella promozione della carità. Basta parlare delle periferie soltanto come luoghi negativi – ha rimarcato -. Ci sono tante cose che fanno ben sperare, soprattutto nell’umanità semplice delle relazioni discrete e quotidiane».

Ed è proprio dal dialogo con il quartiere che il centro vuole partire, come ha evidenziato Daniela Roggero, dell’Area comunità e territorio della Caritas, che ha illustrato le relazioni tra il Polo e il territorio. «La nostra responsabilità è fare in modo che le persone non abbiano paura di interagire con noi. Dobbiamo farci conoscere entrando in punta di piedi. Vogliamo metterci completamente a servizio, quello che ci interessa è fare qualcosa con il territorio, non per il territorio».

L’inaugurazione, alla quale tra gli altri erano presenti anche Massimiliano Maselli, assessore all’inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, e Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla salute, si è conclusa con una visita all’interno del Polo. A seguire un concerto offerto dall’ambasciata di Francia presso la Santa Sede.

12 giugno 2024