Il questore di Roma: «Tanti impegni. Siamo pronti a gestirli»
Massucci soddisfatto per il piano di sicurezza delle ultime settimane, dal funerale di Francesco all’insediamento di Leone XIV. Il «periodo più complesso di sempre. Straordinaria la risposta del sistema Paese». L’impegno a «mantenere alta l’attenzione»
Restare concentrati, attenti per coordinare con determinazione i prossimi eventi romani. «Dobbiamo insistere, non abbassare la guardia, non cedere alla stanchezza sul senso della grande responsabilità che ci stiamo assumendo in questo anno. Le ultime notizie vedrebbero il nostro Paese al centro di un processo di pace che si potrebbe addirittura strutturare nello Stato della Città del Vaticano. Ci aspettano tanti impegni, siamo pronti a gestirli».
A parlare è il questore di Roma, Roberto Massucci, che con «grande soddisfazione» torna a parlare della «straordinaria» efficienza mostrata da Roma nelle ultime settimane in termini di ordine e sicurezza. Un risultato ottenuto grazie allo sforzo delle forze di polizia che «è stato riconosciuto a livello internazionale». In pochissimo tempo hanno saputo gestire l’organizzazione del funerale di Papa Francesco, l’elezione e la Messa di insediamento di Leone XIV e il contestuale arrivo in città di decine di delegazioni internazionali, capi di Stato, reali e migliaia di fedeli.
Un periodo che il dirigente di San Vitale definisce «il più complesso di sempre dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica. La risposta di tutte le forze dell’ordine e la risposta del sistema Paese è stata straordinaria». Soddisfazione e orgoglio che ora devono essere incanalati nei prossimi eventi. Accanto agli eventi giubilari ci sono decine di altre manifestazioni. Un esempio su tutti: domenica 1° giugno alle 10.30 si terrà la Messa in piazza San Pietro presieduta da Papa Leone XIV in occasione del Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani. Il pomeriggio, dalle 15, l’ultima tappa del Giro d’Italia che percorrerà un tratto dei giardini vaticani in omaggio a Papa Francesco.
«Non dobbiamo dimenticare poi che Roma contestualmente attira tante occasioni di socialità ma anche di contestazione», prosegue il questore Massucci facendo riferimento alla manifestazione nazionale organizzata per sabato 31 maggio contro il decreto sicurezza. «Bisognerà creare gli spazi di agibilità per una corretta espressione del pensiero, che va tutelata, senza che questo – osserva il questore – poi diventi un problema dal punto di vista dell’ordine pubblico». Ogni lavoro, una volta concluso, insegna che si sarebbe potuto fare meglio. Anche il dirigente di pubblica sicurezza confessa che cerca «sempre di trovare qualcosa che non ha funzionato bene, non per attribuire delle responsabilità ma per migliorare per il futuro. Questa volta ho davvero avuto difficoltà a trovare qualcosa che non abbia funzionato. Ora è importante mantenere alta l’attenzione».
Grande ruolo lo hanno rivestito anche le nuove tecnologie che «hanno cambiato la modalità di gestione dell’ordine pubblico, perché danno grande consapevolezza di scenario – spiega Massucci -, consentono di prevedere delle situazioni che si stanno strutturando sul territorio e quindi disporre le conseguenti reazioni dal punto di vista dei servizi». Ma il questore riflette che ha «aiutato moltissimo» anche la collaborazione interforze. «C’è un sentimento diffuso di amicizia istituzionale che per un uomo dello Stato è un dovere».
Prima di essere un dirigente di polizia, prima di avere la responsabilità della sicurezza di una metropoli come Roma, Massucci è un uomo, un uomo di fede: Con commozione confessa che non dimenticherà «mai il suono di tutte le campane di Roma che annunciavano al mondo la morte di Papa Francesco. È stato un momento di grande emozione» così come l’Habemus Papam, «il momento della rinascita. Il Papa è necessario, c’è bisogno di averlo, si avverte il bisogno di sapere che esiste questa persona, questo importante punto di riferimento».
22 maggio 2025

