Il testamento del Papa: «la sofferenza l’ho offerta per la pace nel mondo»

Il testo diffuso al termine della giornata in cui Francesco è deceduto all’età di 88 anni, dopo 12 anni di pontificato. «Le mie spoglie mortali riposino nella basilica di Santa Maria Maggiore»

«Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella vita eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura». Sono le parole del testamento di Papa Francesco, diffuso questa sera, 21 aprile, al termine della giornata in cui il pontefice è deceduto, all’età di 88 anni e dopo dodici anni di pontificato. L’intestazione è il motto stesso del pontificato: “Miserando atque eligendo”.

«La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale li ho sempre affidati alla Madre del nostro Signore, Maria Santissima – scrive Francesco -. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella basilica papale di Santa Maria Maggiore. Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario mariano – prosegue – dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni viaggio apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarla per la docile e materna cura».

Bergoglio prosegue indicando anche i dettagli del luogo preciso della sepoltura e di ciò che deve essere scritto nella lapide. «Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la cappella Paolina (cappella della Salus Populi Romani) e la cappella Sforza della suddetta basilica papale, come indicato nell’accluso allegato. Il sepolcro deve essere nella terra, semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus». Ancora: «Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla basilica papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto a dare opportune istruzioni a monsignor Rolandas Makrickas, commissario straordinario del Capitolo liberiano».

In conclusione, un’invocazione che è anche un omaggio: «Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me». Poi, il riferimento agli ultimi giorni: «La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli».

21 aprile 2025