Il testo del Papa per l’Angelus: «Grazie ai bambini per le preghiere»

Diffuse dalla Sala stampa le parole di Francesco per la preghiera mariana della II domenica di Quaresima, «Sto affrontando un periodo di prova, Quanta luce risplende negli ospedali»

«Condivido con voi questi pensieri mentre sto affrontando un periodo di prova e mi unisco a tanti fratelli e sorelle malati: fragili, in questo momento, come me. Il nostro fisico è debole, ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza». Sono le parole preparate dal Papa per l’Angelus di oggi, 16 marzo, II domenica di Quaresima.

Commentando il brano del Vangelo della Trasfigurazione di Gesù, che «salito in cima a un monte si immerge nella preghiera e diventa raggiante di luce», Francesco osserva che «così mostra ai discepoli che cosa si cela dietro i gesti che Egli compie in mezzo a loro: la luce del suo amore infinito. Quanta luce risplende, in questo senso, negli ospedali e nei luoghi di cura! Quanta attenzione amorevole rischiara le stanze, i corridoi, gli ambulatori, i posti dove si svolgono i servizi più umili!», l’omaggio.

Nelle parole del Papa anche un invito a «dare con me lode al Signore, che mai ci abbandona e che nei momenti di dolore ci mette accanto persone che riflettono un raggio del suo amore. Vi ringrazio tutti per le vostre preghiere, e ringrazio coloro che mi assistono con tanta dedizione – prosegue -. So che pregano per me tanti bambini; alcuni di loro oggi sono venuti qui al Gemelli in segno di vicinanza. Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi».

In conclusione, l’esortazione a continuare a «pregare per la pace, specialmente nei Paesi feriti dalla guerra: nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo. E preghiamo per la Chiesa, chiamata a tradurre in scelte concrete il discernimento fatto nella recente Assemblea sinodale», l’altro invito di Francesco. «Ringrazio la Segreteria generale del Sinodo, che nei prossimi tre anni accompagnerà le Chiese locali in questo impegno. La Vergine Maria ci custodisca e ci aiuti ad essere, come Lei, portatori della luce e della pace di Cristo», l’augurio finale.

16 marzo 2025