“In questa storia che è la mia”: l’omaggio di Claudio Baglioni al teatro

L’artista presenta il FilmOpera ispirato all’ultimo e omonimo album di inediti, che sarà disponibile in streaming per 6 mesi dal 2 giugno sulla piattaforma ITsART

«I protagonisti di questo concerto e di questo album sono l’amore e il tempo. L’amore inteso come storia singola, nelle sue fasi della nascita, della curiosità, del corteggiamento, dell’esplosione, delle sue parabole ascendenti e discendenti. L’altro protagonista è il tempo, che a volte è più forte dell’amore stesso, un medico che sana certe ferite. Talora, il dolore è anche per il fatto di sapere che nel tempo anche un dolore passerà». Così Claudio Baglioni presenta alla stampa – una delle prime conferenze tornate in presenza – la sua opera-concerto  (un’unica definizione è difficile anche per l’autore stesso) “In questa storia che è la mia”, opera pop-rock-sinfonico-contemporanea, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti, che verrà trasmessa in streaming dal 2 giugno alle ore 21.00, sulla piattaforma ITsART, nata su iniziativa di Cassa Depositi e prestiti e che esordisce con questo concerto, come sottolinea il ministro della Cultura Dario Franceschini, presente alla conferenza e fan del cantautore. La piattaforma ITsART è il nuovo sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero. L’opera di Baglioni resterà in streaming 6 mesi, e, una volta acquistato il biglietto, potrà essere rivista a piacere.

L’orgoglio per questo progetto registrato in quattro giorni, rispettando tutte le regole anti covid, al Teatro dell’Opera di Roma, che ha coinvolto 188 artisti e musicisti, tra orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, rock-band, vocalist, danzatori, performer e acrobati – tra i nomi Pierfrancesco Favino, Eleonora Abbagnato, Danilo Rea e altri ospiti -, traspare dalla voce del neo settantenne artista romano (nato nel ’51 a Roma Montesacro), che il 2 giugno salirà anche al Quirinale per ricevere il riconoscimento di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. In effetti si tratta di un’opera totale e totalizzante. “FilmOpera” la definisce lui, ma potrebbe essere un musical o semplicemente (ma neanche tanto) la messa in scena del suo ultimo album; novanta minuti irrinunciabili per i numerosi fan di Cucaio, che ha ancora un’estensione vocale notevole, ma apprezzabile anche dagli amanti di teatro, danza ed estetica cinematografica.

Lo spettacolo, che abbiamo visto in anteprima, cattura fin dall’inizio, con un monologo evocativo scritto da Claudio Baglioni, in cui si riconoscono auto citazioni dalle sue canzoni, interpretato da Pierfrancesco Favino, e seguito da un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato. Poi entra in scena un elemento che verrà ripreso altre volte: una clessidra. La rivedremo in un altro formato più avanti, comparirà anche un grande orologio e, sul finale, quella stessa clessidra iniziale che Claudio avvicina verso il figlio Giovanni, intento a suonare una chitarra con la faccia del padre da giovane stampata sopra, quasi a volergli passare un testimone.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti mentre la direzione della band di Baglioni è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album. Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo Ciminelli, Alessandro Tomei, Roberto Pagani, Danilo Rea e, appunto, Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album. “In questa storia che è la mia” è prodotto da Friends & Partners (F&P) e Fenix Entertainment S.p.A. La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

«È davvero uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali – spiega subito dopo la proiezione al Cinema Adriano, affiancato dal regista Giuliano Peparini, Ferdinando Salzano, amministratore delegato dell’agenzia live F&P e Riccardo Di Pasquale della Fenix Entertainment -, non solo perché in tempi normali non sarebbe mai stato possibile concepirlo né realizzarlo ma soprattutto perché credo ci sia bisogno di idee eccezionali per aiutare certe ferite a rimarginarsi e trasmettere le energie che servono a fare di dolore, difficoltà e privazioni i semi per costruire un futuro nuovamente degno di questo nome». Un segnale anche per la ripartenza, ammettono unanimi dal palco dell’Adriano, per sostenere un settore fermo da troppo tempo.

Baglioni, orfano dei suoi concerti live previsti alle Terme di Caracalla di Roma, al Teatro greco di Siracusa e all’Arena di Verona, rimandati al 2022, come annuncia con un pizzico di rammarico, è sempre presente sulla scena, con e senza orchestra, talvolta al piano, altre con la chitarra, evocato anche bambino e ragazzo da due ballerini che accompagnano, con altri, le sue canzoni. Alla domanda sul significato di questi richiami al tempo, Baglioni risponde: «Quando le carriere diventano lunghe, il passato comincia ad aumentare con tutto il suo peso e il suo bagaglio a volte anche di successi; e continuerà a premere e talora a vincere anche sul tuo presente e sul tuo futuro. Noi musicisti abbiamo la fortuna di poter giocar con il tempo, quello musicale: il fatto di poter tenere il tempo in mano è una sorta di conciliazione nei confronti di questa battaglia contro il fattore tempo che ciascuno di noi affronta dal giorno in cui viene al mondo».

Non è la prima volta che Baglioni si cimenta con arti diverse, mescolandole. Era già successo con “Questo Piccolo Grande Amore”, presentato sotto forma di film musicale. Anche “E tu” era all’inizio una commedia musicale. «Non nascondo – commenta l’artista – che da allora, cioè da una cinquantina di anni, penso all’idea di un musical. Non la abbandono perché bisogna sempre avere qualcosa cui pensare, qualcosa da fare da grandi».

28 maggio 2021