In Siria la Messa di Natale trasmessa in tv
Il vicario di Aleppo Jallouf: «I nuovi governanti ci hanno invitato a celebrare le nostre liturgie come sempre». Ma i festeggiamenti «saranno rispettosi del lutto delle persone»
Il vicario apostolico di Aleppo Hanna Jallouf racconta come la Siria cristiana si prepara al Natale ormai imminente. «I nostri governanti – riferisce – ci hanno invitato a celebrare le nostre liturgie come sempre. Al tempo stesso serve delicatezza nel festeggiare: molte persone tra noi e intorno a noi sono in lutto, dopo anni in cui tanto sangue è stato versato».
A causa del coprifuoco, la Messa della notte di Natale, rende noto il sito della Custodia di Terra Santa, è anticipata alle 18. Il giorno di Natale Jallouf celebrerà una Messa solenne che sarà trasmessa in tv dal canale “Syria”, un tempo anti-regime e oggi canale governativo. «In tutte le chiese del Paese ci prepariamo a celebrare il Natale – afferma il presule -: abbiamo allestito il presepe e l’albero di Natale e faremo un triduo di preparazione con i fedeli, specialmente attraverso il sacramento della penitenza».
Si dice «fiducioso per il futuro» Jallouf. E il motivo è, almeno in parte, la conoscenza diretta di Abu Mohammad al-Joulani, oggi leader della rivolta anti-Assad e “volto nuovo” della Siria, in passato leader dei jihadisti di al-Nuṣra, che hanno dominato la regione di Idlib durante la guerra civile e che negli anni hanno cambiato nome e volto. Proprio a Idlib, ricordano dalla Custodia, l’attuale vicario apostolico di Aleppo ha vissuto gli anni della guerra civile, conoscendo il volto peggiore della jihad islamica. «Prima del 2018 – ricorda – eravamo perseguitati, eravamo considerati di decima categoria, senza diritti umani. Hanno preso tutti i nostri beni, case, terreni». Poi qualcosa è cambiato: «Dal 2018, quando hanno cominciato a pensare di fare uno Stato, hanno cambiato tutto: hanno cambiato atteggiamento con noi cristiani, ci hanno restituito tutto, hanno fatto quello che hanno promesso. Per questo dico che sono leali. Se continueranno su questa strada, c’è speranza».
Non mancano le difficoltà, riconosce. A partire dai «diversi gruppi estremisti» che ci sono tra i combattenti. «I nuovi governanti avranno il compito da una parte di promuovere la libertà e dall’altra di combattere l’integralismo e l’estremismo di questi gruppi», sono ancora le parole di Jallouf, che ribadisce l’impegno dei cristiani perché «la nuova Siria sia davvero il luogo di libertà, uguaglianza e convivenza che sognano». Centrale il nodo della piena cittadinanza: «Non siamo minoranza!», rivendica il vicario. E aggiunge: «Siamo radicati in questa terra, parte integrante di questa terra e di questo popolo. Non accetto che si parli dei cristiani come “minoranza”: siamo parte attiva della società e uguali a tutti gli altri». Non tutti i vescovi «condividono la stessa visione fiduciosa, ma tutti insieme hanno incontrato per due volte i nuovi governanti. Ad Aleppo ho voluto farlo nel nostro convento di san Francesco per mandare il messaggio che ancora lo spirito di San Francesco vive nei suoi frati».
Anche nella popolazione la speranza si mischia al timore. Si tratta di un cambiamento «non facile», avvenuto nell’arco di 48 ore. «Le persone sono state abituate per 50 anni a vivere e a pensare in un certo modo e adesso sono disorientate, hanno tante domande, timori», confida il presule. Ma ci sono segnali che fanno ben sperare: «Appena hanno annunciato la fine del servizio militare obbligatorio, tanti giovani che adesso sono rifugiati all’estero hanno cominciano a preparare le valigie per tornare in Siria. Questa è una cosa molto buona, anche per noi cristiani. Abbiamo circa 40 famiglie, sfollate interne in Siria, che sono tornate nella regione di Idlib e hanno riavuto i loro terreni e le loro case. Se le cose continuano in questo modo è possibile che anche dall’estero avremo molte persone che torneranno».
Ora, conclude Jallouf, «sogno una Siria libera, democratica, in pace, sicura, accogliente, in cui sia garantita l’uguaglianza di tutte le persone. Vedo la Siria come un mosaico: dentro ci sono tutte le tessere per fare un mosaico, ma se togli certi colori, l’immagine viene rovinata. Il mio sogno è un mosaico completo della Siria».
20 dicembre 2024

